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	<title>Salute e benessere &#8211; Wonderou Stories</title>
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	<title>Salute e benessere &#8211; Wonderou Stories</title>
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		<title>Secchezza vaginale: conoscerla e affrontarla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 16:36:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[La secchezza vaginale è una condizione che può rivelarsi estremamente fastidiosa da gestire sia a livello fisico, sia per quanto riguarda le ripercussioni psicologiche. La donna, nelle varie fasi della vita in cui il problema si presenta, vive una situazione di profonda sofferenza temendo di non riuscire più a essere protagonista attiva della propria intimità....]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2026/01/Secchezza-vaginale-conoscerla-e-affrontarla-1024x682.jpg" alt="Secchezza vaginale conoscerla e affrontarla" class="wp-image-493" srcset="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2026/01/Secchezza-vaginale-conoscerla-e-affrontarla-1024x682.jpg 1024w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2026/01/Secchezza-vaginale-conoscerla-e-affrontarla-300x200.jpg 300w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2026/01/Secchezza-vaginale-conoscerla-e-affrontarla-768x512.jpg 768w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2026/01/Secchezza-vaginale-conoscerla-e-affrontarla-150x100.jpg 150w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2026/01/Secchezza-vaginale-conoscerla-e-affrontarla.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La<strong> secchezza vaginale </strong>è una condizione che può rivelarsi estremamente fastidiosa da gestire sia a livello fisico, sia per quanto riguarda le ripercussioni psicologiche.</p>



<p>La donna, nelle varie fasi della vita in cui il problema si presenta, vive una situazione di profonda sofferenza temendo di non riuscire più a essere protagonista attiva della propria intimità.</p>



<p>Come in tutti i casi quando si parla di cambiamenti fisici, è necessario informarsi sui sintomi critici, così da conoscerli e affrontarli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Secchezza vaginale in premenopausa e menopausa</h2>



<p>La<strong> secchezza vaginale</strong> è uno dei segni che accompagna la fine della fase fertile della vita della donna.</p>



<p>Causata dal calo degli<strong> ormoni estrogeni</strong>, rappresenta un’evenienza quotidiana per quasi la metà delle donne anche dopo diversi anni dall’ultimo flusso mestruale.</p>



<p>Si può parlare di casi eccezionali che riguardano le pazienti con BMI compatibile con l’obesità.</p>



<p>Questa condizione clinica porta, infatti, il corpo a produrre un ormone noto come estrone – si tratta di un estrogeno – che, pur contribuendo alla lubrificazione dei tessuti genitali, è pericoloso in quanto aumenta il rischio di avere a che fare con un tumore al seno o all’endometrio.</p>



<p>Per evitare che il sintomo della secchezza vaginale comprometta la serenità e l’equilibrio di coppia, è opportuno, non appena si avvertono segnali come il dolore ai rapporti, prenotare una <a href="https://www.cimed.it/centro-ginecologico-diagnosi-prenatale-cimed/">visita ginecologica</a> (per chi vive a Roma e dintorni, il centro CIMED è un riferimento di eccellenza da ormai quattro decenni).</p>



<p>Con un approccio personalizzato sulla base della situazione clinica della singola donna, lo specialista prescrive un determinato percorso farmacologico.</p>



<p>Il gold standard è la <strong>terapia a base di estrogeni con applicazione locale</strong>, per esempio tramite gel.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione delle donne in menopausa indotta</h3>



<p>L’approccio specialistico si rivela prezioso anche nei casi in cui, per aspetti legati a percorsi oncologici, la donna vive la condizione della menopausa indotta.</p>



<p>La <strong>secchezza vaginale</strong> è una delle conseguenze e, in alcuni casi, può presentarsi con un’intensità maggiore.</p>



<p>Il motivo è legato al fatto che, pur essendo l’<em>iter </em>farmacologico altamente personalizzato, il processo di riduzione degli estrogeni non ha comunque quella gradualità che caratterizza le situazioni in cui, invece, la natura fa il suo corso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La secchezza vaginale nel post parto: a cosa è dovuta e come affrontarla</h2>



<p>Un altro momento di passaggio della vita della donna nel corso del quale può palesarsi il sintomo della secchezza vaginale è il post parto.</p>



<p>Le cause sono diverse e, in primo piano, spicca indubbiamente il crollo dell’assetto ormonale tipico della gravidanza, mutamento che ha un impatto rilevante (a prescindere dalla produzione o meno degli ormoni della lattazione).</p>



<p>Da citare è poi la situazione delle pazienti che subiscono l’episiotomia. Con il tempo, questo taglio suturato si cicatrizza e i tessuti adiacenti possono andare incontro a indurimento.</p>



<p>Se si considera questo fattore unito all’influenza dell’utilizzo di assorbenti per le perdite e di detergenti spesso non adatti, lato pH, al momento del puerperio, si ha un quadro che, tra secchezza e dolore, è tutto tranne che favorevole ai rapporti completi e soddisfacenti.</p>



<p>Cosa fare in questi casi? Ancora una volta, la <strong>visita ginecologica</strong> e il <strong>confronto con l’ostetrica</strong> sono scelte che fanno la differenza.</p>



<p>Molto importante è anche parlarne con il partner, in modo da mettere in primo piano i propri timori e da rendersi conto che si tratta solo di una fase di un percorso molto lungo che è la storia sessuale della coppia.</p>



<p>Tornando al contributo del ginecologo, è bene ricordare che, a seconda delle indicazioni di partenza, questo specialista può prescrivere <strong>trattamenti locali a base di estrogeni, molto utili per ripristinare la fisiologica lubrificazione dei tessuti genitali.</strong></p>



<p>A queste eventuali terapie è bene approcciarsi con la massima tranquillità, in quanto non interferiscono con l’allattamento al seno e non aumentano il rischio di neoplasie.</p>
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		<title>Mal di schiena e lavoro al computer: sono collegati?</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/mal-di-schiena-e-lavoro-al-computer-sono-collegati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 05:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mal di schiena è una delle patologie più diffuse al mondo. Secondo la World Health Organization (WHO), circa il 60-70% della popolazione mondiale soffre di mal di schiena a un certo punto della propria vita. Una delle cause principali di questo disturbo è la postura sbagliata, che può essere dovuta a diversi fattori, tra...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mal di schiena è una delle patologie più diffuse al mondo. Secondo la World Health Organization (WHO), circa il 60-70% della popolazione mondiale soffre di mal di schiena a un certo punto della propria vita. Una delle cause principali di questo disturbo è la postura sbagliata, che può essere dovuta a diversi fattori, tra cui il lavoro al computer. In questo articolo, vedremo come il lavoro al computer può influire sul mal di schiena e quali sono le misure preventive che si possono adottare per evitare questo problema.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>La postura sbagliata al computer</h2>



<p>La postura sbagliata al computer è una delle principali cause di mal di schiena. Quando si lavora al computer, è facile assumere una posizione scorretta, come ad esempio quella con la schiena piegata in avanti, le spalle inarcate e il collo proteso in avanti. Questa posizione può causare una serie di problemi, tra cui tensioni muscolari, dolori cervicali, mal di schiena e problemi di circolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>I rischi per la salute</h2>



<p>Lavorare al computer per molte ore al giorno può avere conseguenze negative sulla salute, tra cui il mal di schiena. La sedentarietà è un altro fattore che contribuisce a questo problema. Quando si lavora al computer, si passa molte ore seduti e questo può causare problemi muscolari e di circolazione. Stare seduti per molte ore di fila può causare problemi alla schiena e alla colonna vertebrale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>La prevenzione del mal di schiena</h2>



<p>Per prevenire il mal di schiena causato dal lavoro al computer, è importante adottare alcune misure preventive. Innanzitutto, è fondamentale assumere una posizione corretta mentre si lavora al computer. La sedia deve essere regolabile in altezza e dotata di un supporto per la schiena. La scrivania dovrebbe essere a un&#8217;altezza tale da permettere di lavorare con le braccia ad angolo retto rispetto al piano di lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>Altri consigli utili</h2>



<p>Oltre ad assumere una posizione corretta, ci sono altre misure preventive che si possono adottare per prevenire il mal di schiena. Ad esempio, è importante fare pause frequenti durante il lavoro al computer e alzarsi dalla sedia ogni tanto per fare qualche passo. Si possono fare degli esercizi di stretching per allungare i muscoli della schiena e prevenire le tensioni muscolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a>L&#8217;importanza di un ambiente di lavoro ergonomico</h2>



<p>Per evitare il mal di schiena e altri problemi legati alla postura sbagliata, è importante avere un ambiente di lavoro ergonomico. Ciò significa avere una sedia e una scrivania regolabili in altezza e in grado di adattarsi alle esigenze dell&#8217;utente. Inoltre, è importante avere una buona illuminazione e un monitor posizionato a un&#8217;altezza tale da evitare tensioni cervicali.</p>



<p>Il mal di schiena è una patologia molto diffusa e può essere causato da diversi fattori, tra cui la postura sbagliata al computer. Per prevenire questo problema, è importante adottare una posizione corretta durante il lavoro al computer, fare pause frequenti, eseguire esercizi di stretching e avere un ambiente di lavoro ergonomico. Se si soffre già di mal di schiena, è importante consultare un medico per trovare la terapia più adatta.</p>



<p>È anche importante prendere in considerazione l&#8217;acquisto di un buon materasso e di una sedia ergonomicamente progettata per migliorare la postura. Esistono anche programmi di esercizi specifici per le persone che lavorano al computer che possono essere utili per prevenire il mal di schiena.</p>



<p>Un&#8217;altra misura preventiva importante è quella di evitare di stare seduti per troppo tempo. Se possibile, si dovrebbe cercare di alternare il lavoro al computer con altre attività, come ad esempio una breve passeggiata o qualche esercizio di stretching. Inoltre, è importante mantenere una buona igiene posturale, evitando di assumere posizioni sbagliate mentre si lavora al computer.</p>



<p>Infine, bisogna tenere presente che il lavoro al computer non è l&#8217;unica causa del mal di schiena. Ci sono molti altri fattori che possono contribuire a questo problema, come ad esempio la mancanza di esercizio fisico, il fumo, l&#8217;obesità e lo stress. Per prevenire il mal di schiena, è quindi importante adottare uno stile di vita sano e attivo.</p>



<p>Il mal di schiena è un problema sempre più comune tra chi lavora da casa, perchè spesso non ha la stessa attrezzatura ergonomica degli uffici, sia per motivi di spazi che di costi, e questo è ancora più vero per chi gestisce la propria attività autonoma come i liberi professionisti.<br><br>Se sei un lavoratore autonomo, devi occuparti di tantissimi aspetti legati al mantenimento della tua Partita IVA e per supportarti nella gestione degli aspetti fiscali, sono nati diversi servizi online come ad esempio Fiscozen che mette a disposizione di tutti gli iscritti un commercialista dedicato che possa occuparsi di tutti gli adempimenti e possa rispondere a <a href="https://www.fiscozen.it/guide/come-calcolare-limponibile-dal-totale-fattura/"><u>tutte le domande di natura fiscale</u></a>. Tutti gli utenti hanno anche accesso ad un software facile e intuitivo per gestire la fatturazione elettronica e una dashboard che si aggiorna in tempo reale con le quote da versare e le relative scadenze.</p>
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		<title>Caratteristiche principali dei pannolini per adulti</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/caratteristiche-principali-dei-pannolini-per-adulti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 08:09:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[L’incontinenza è uno dei problemi che affligge moltissime persone adulte: infatti, nonostante si pensi che essa sia un problema per lo più diffuso tra gli anziani, in realtà vi sono molti motivi, anche solo temporanei, che possono incidere fortemente sulla capacità di una persona di trattenere i propri bisogni fisiologici. Pertanto, è importante sottolineare non...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’incontinenza è uno dei problemi che affligge moltissime persone adulte: infatti, nonostante si pensi che essa sia un problema per lo più diffuso tra gli anziani, in realtà vi sono molti motivi, anche solo temporanei, che possono incidere fortemente sulla capacità di una persona di trattenere i propri bisogni fisiologici. Pertanto, è importante sottolineare non solo il fatto che questo problema presenti delle inevitabili ripercussioni psicologiche in chi ne soffre (inibizione, vergogna, senso di smarrimento e di perdita della propria dignità, crisi della propria identità) ma anche confermare il fatto che è possibile ovviare, almeno in parte, a questo problema, attraverso l’uso di strumenti adatti al controllo delle perdite, come i pannoloni.</p>
<p>I <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://ppstore.it/pannolini-adulto/">pannolini per adulti o per anziani che trovi su PP Store</a></span> sono uno strumento ad oggi considerato non solo molto efficace per la protezione dalle perdite urinarie e fisiologiche, ma anche molto funzionale: essi consentono alla persona che soffre di incontinenza di svuotarsi da ogni sensazione di angoscia, di vergogna e di imbarazzo, e di riprendere in mano la propria vita in maniera serena, sia durante il giorno che durante la notte.</p>
<p>Ovviamente, non tutti i pannoloni che troviamo in commercio contro l’incontinenza sono uguali: è quindi molto importante, prima di effettuare un acquisto, ponderare bene la scelta che andremo a fare, analizzando e comparando le caratteristiche, il materiale e la capacità di protezione dei diversi modelli oggi presenti sul mercato, in maniera da essere consapevoli di aver fatto una scelta oculata e davvero adeguata.</p>
<h2>Caratteristiche dei pannoloni per adulti: quali sono le principali</h2>
<p>Quando acquistiamo un prodotto così importante (per via del grande obiettivo che esso si propone) dobbiamo considerare quali sono i punti a cui proprio non vorremmo rinunciare. Il primo tra questi sarà sicuramente quello che riguarda la capacità non solo di assorbenza, ma anche di protezione contro le perdite: un’elevata capacità di controllo delle perdite è importante, non solo dal punto di vista della salute (infatti, la sensazione di “bagnato” spesso non è solo una sensazione, ma può dare vita a fastidiose ed antipatiche irritazioni cutanee) ma anche sotto il profilo dell’imbarazzo e della vergogna: a nessuno piacerebbe mostrare le proprie perdite attraverso un paio di pantaloni visivamente bagnato!</p>
<p>A questo aspetto importante si associano, ovviamente, una serie di caratteristiche anch’esse fondamentali: pensiamo, ad esempio, alla traspirazione (che è ciò che consente, in maniera più o meno efficace a seconda del modello, di far respirare la pelle e di garantire una sensazione di fresco e asciutto), al controllo degli odori (importantissimo anch’esso contro l’imbarazzo e la vergogna), ed ancora ad elementi come il comfort e la vestibilità.</p>
<p>Avere la sensazione di non indossare un pannolone, pur indossandolo, con tutto ciò che ne consegue: capacità di assorbenza, di traspirazione, di controllo delle perdite, con un elevato livello di prestazioni che garantisce una migliore qualità della vita anche in chi soffre di incontinenza.</p>
<p>Queste caratteristiche sono quindi fondamentali, e devono essere sempre valutate quando si acquistano dei pannoloni per adulti: analizzare bene il modello, il marchio, la descrizione dei materiali, può essere un valido aiuto per fare la scelta giusta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ruoli, compiti e mansioni dello psicologo</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/ruoli-compiti-e-mansioni-dello-psicologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 08:36:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Molte persone ritengono che lo psicologo sia qualcuno che ti salva letteralmente la vita quando non riesci più a tenere sotto controllo la tua emotività e quindi hai la percezione di star raggiungendo (o di aver toccato) il fondo. Purtroppo, anche se l’aiuto da parte di uno psicologo può essere molto importante in tal senso,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molte persone ritengono che lo psicologo sia qualcuno che ti salva letteralmente la vita quando non riesci più a tenere sotto controllo la tua emotività e quindi hai la percezione di star raggiungendo (o di aver toccato) il fondo. Purtroppo, anche se l’aiuto da parte di uno psicologo può essere molto importante in tal senso, in realtà è sbagliato pensare che questo professionista debba essere trattato come un Dio, capace di  fare miracoli e quindi di cambiare da un momento all’altro la tua vita, in meglio: la realtà, infatti, è molto diversa da come spesso viene immaginata, ed è per questo motivo molto importante cercare di muoversi nella giusta direzione.</p>
<p>Quando si comprende di avere un problema che necessita dell’aiuto e del supporto da parte di uno psicologo, si dovrebbe prima di ogni cosa evitare di fare riferimento ad un professionista qualsiasi, pensando che uno vale l’altro: in realtà, infatti, tra lo psicologo ed il paziente si deve instaurare un rapporto di fiducia, sintonia ed empatia che non sempre dipende necessariamente dalla professionalità e dalle competenze dello psicologo, ma più spesso dipende solo da una sensazione “a pelle”. Il paziente deve percepire di potersi affidare del tutto allo psicoterapeuta; ed allo stesso modo, quest’ultimo dovrà essere certo della fiducia del suo paziente, per lavorare nel modo corretto.</p>
<p>Un altro errore che spesso viene commesso da chi si affida ad uno psicologo bravo come Giulio Borla di <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.studiolevele.net/">studiolevele</a></span>, è pensare che sia sufficiente una seduta, al massimo due, per ripristinare una situazione di equilibrio: questo comportamento equivale a sostituirsi allo psicologo stesso, pensando di sapere esattamente di cosa si ha bisogno per stare meglio e per guarire dal disturbo che ci ha portato fino a lì. Questo ci porta anche a fare considerazioni sbagliate, e quindi a non comprendere quanto, in realtà, sia necessario non pretendere “tutto e subito” ma comprendere che la guarigione della mente è esattamente come quella del corpo: richiede tempo e pazienza, e non certo fretta o ansia, perché il rischio sarebbe addirittura quello di peggiorare le cose.</p>
<p>Partendo da questi importanti ed innegabili presupposti, bisogna pertanto capire quali sono i ruoli, i compiti e le mansioni di uno psicologo: in cosa può esserci davvero di supporto e di aiuto un professionista come questo?</p>
<p>Lo psicologo è una persona che ha studiato per mettere in atto interventi di prevenzione, diagnosi o trattamento del disagio psicologo oppure emotivo, a partire dallo studio dei processi cognitivi e psichici di una persona e dall’utilizzo di appropriati strumenti di sostegno psicologo ed emotivo: questo vale non solo per il singolo individuo che può fare riferimento all’aiuto dello psicologo per tenere sotto controllo, curare o guarire problemi e disagi emotivi ed anche psicologici, ma anche per le coppie, per gruppi oppure per comunità.</p>
<p>Il fine ultimo dello psicologo è quello di favorire il miglioramento del benessere psichico, sociale, relazionale ed individuale dei suoi pazienti, agendo con specifici strumenti che possono aiutare in tal senso in diversi contesti (quindi, non solo quello individuale, attraverso il colloquio, ma anche quello della famiglia e della società).</p>
<p>Il primo strumento utilizzato dallo psicologo è proprio il dialogo: attraverso il colloquio psicologico, egli può essere in grado non solo di aiutare il paziente a liberarsi da emozioni e sensazioni che creano un disagio o che favoriscono una situazione di malessere, ma anche di conoscere la personalità dell’individuo e comprendere quali sono i suoi punti di forza e di debolezza. In tal senso, viene in aiuto anche il test psicologico, supportato dall’osservazione e dall’ascolto: lo scopo è sempre quello o di contrastare eventuali problemi latenti, oppure di mirare ad una totale e completa guarigione dal disagio o problema psichico.</p>
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			</item>
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		<title>Pulizia dei Denti da un Dentista di Qualità</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/pulizia-dei-denti-da-un-dentista-di-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 17:09:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni quanto tempo ci si dovrebbe sottoporre ad una pulizia dei denti? Si tratta di un’operazione dolorosa o fastidiosa? E quanto dura? Come dovrebbe essere fatta una buona pulizia dentale per dire che è eseguita nel migliore dei modi e senza particolari problemi? Si tratta di domande importanti, che spesso una persona tende a porsi,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni quanto tempo ci si dovrebbe sottoporre ad una pulizia dei denti? Si tratta di un’operazione dolorosa o fastidiosa? E quanto dura? Come dovrebbe essere fatta una buona pulizia dentale per dire che è eseguita nel migliore dei modi e senza particolari problemi? Si tratta di domande importanti, che spesso una persona tende a porsi, ed è fondamentale rispondere a questi quesiti in maniera da essere certi di fornire una informazione quanto più possibile corredata di dettagli ed informazioni: la pulizia e l’igiene della nostra bocca sono infatti fondamentali per evitare disturbi, ed in particolar modo per tenere sotto controllo la nostra salute orale e far sì che ogni fastidio più o meno importante possa essere prevenuto.</p>
<p>Prevenire è meglio che curare, e questo (come sappiamo) lo dicono tutti i dentisti. Un modo giusto ed efficace per prevenire consiste chiaramente nel sottoporsi di tanto in tanto ad un controllo dentistico, in maniera da tenere sotto controllo eventuali carie o problemi che potrebbero peggiorare con il tempo e dare vita a problemi ancor più importanti da affrontare.</p>
<h2>Cos’è la pulizia dei denti e come scegliere il dentista se sei di Bari</h2>
<p>La pulizia professionale è nota, nel gergo professionistico, come detartrasi professionale: è un tipo di pulizia approfondita che viene in genere praticata dall’igienista dentale, che si serve di alcuni particolari strumenti che consentono di effettuare una pulizia non solo efficace ed approfondita (molto più di quanto non riesca un normale spazzolino) ma anche un controllo generale della bocca e del cavo orale.</p>
<p>Abbiamo risposto, in questo modo, alla primissima domanda, quella su che cosa sia in effetti una pulizia dei denti professionale fatta da un dentista di qualità. Ma ci sono anche molte altre domande a cui è bene rispondere i modo approfondito per consentire a chiunque di conoscere la validità e l’importanza della detartrasi. Una pulizia approfondita dei denti è un metodo efficace anche dal punto di vista della prevenzione, prima di tutto perché permette di prevenire carie o malattie gengivali nel lungo termine, ma anche perché consente di tenere sempre sotto controllo la situazione della bocca e del cavo orale del paziente, facendo in modo che, qualora vi sia un problema già evidente, si possa intervenire in tempo.</p>
<p>Se sei di Bari puoi far riferimento al <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://dentistabari.org/">dottor Vacca del sito dentista Bari</a></span>. Intervenire in tempo contro una carie o una patologia a carico di denti o gengive è fondamentale per ridurre rischi e complicanze, tra cui, non dimentichiamo, purtroppo si può annoverare anche la perdita del dente, oltre al coinvolgimento (purtroppo possibile) degli altri denti vicini.</p>
<h2>Quali sono i vantaggi della pulizia dei denti</h2>
<p>I vantaggi della pulizia dei denti, quindi, sono:</p>
<ul>
<li>Pulizia completa da tartaro, placca e batteri all’interno della bocca, ed in particolare lì dove lo spazzolino non arriva durante le pratiche di igiene quotidiana;</li>
<li>Sbiancamento naturale dei denti, che subito dopo la pulizia appaiono molto più bianchi e puliti;</li>
<li>Riduzione di possibili infiammazioni a carico delle gengive, patologie a carico dei denti come carie, ma anche tartari, placca e batteri che potrebbero attaccare i denti;</li>
<li>Ottima soluzione contro l’alitosi, un disturbo al giorno d’oggi ancora troppo frequente e causato, spesso, per lo più da una pulizia errata o insufficiente della bocca.</li>
</ul>
<p>I vantaggi della detartrasi professionale sono così tanti che è lecito pensare che la pulizia vada effettuata con una certa frequenza, perché solo così possiamo goderne al meglio ed essere anche certi di affrontare per tempo delle patologie che diventerebbero importanti e rischiose se non adeguatamente trattate.</p>
<h2>Ogni quanto tempo è bene sottoporsi ad una pulizia dei denti</h2>
<p>Pertanto, per rispondere anche alla lecita domanda sulle tempistiche. E cioè, ogni quanto tempo ci si dovrebbe sottoporre ad un trattamento di pulizia dentale professionale? Ovviamente, per fornire una risposta quanto più possibile precisa, si può dire che tendenzialmente la detartrasi andrebbe fatta almeno una volta l’anno, anche se molti dentisti consigliano di sottoporvisi circa ogni sei mesi: questo tempo è ottimale per tenere sempre sotto perfetto controllo anche l’insorgere di eventuali disturbi o patologie a carico dell’apparato masticatorio, ed evitare di dover correre dal dentista quando ormai i denti fanno male o è necessario intervenire in un modo più doloroso o fastidioso.</p>
<p>Ovviamente, questi sono tempi generali che riguardano una corretta igiene orale, ma è anche importante ricordare che, qualora vi siano problemi particolari, potrebbe essere anche necessario restringere i tempi tra una detartrasi e l’altra. In alcuni casi, infatti, per tenere sotto controllo infiammazioni gengivali o altre patologie, il dentista consiglia al proprio paziente di sottoporsi ad una pulizia dentale (con controllo consequenziale dell’apparato masticatorio e della bocca) circa ogni tre mesi.</p>
<h2>È un trattamento doloroso? E come viene effettuato?</h2>
<p>Tendenzialmente, non vi sono fastidi o dolori tali per il paziente da dover ricorrere all’anestesia locale. In linea di massima, infatti, salvo casi o situazioni specifiche o particolari, il paziente riesce sempre tranquillamente a sopportare quel leggero fastidio che può derivare dal trattamento: bisogna però dire che talvolta, se le placche ed il tartaro sono particolarmente resistenti, il fastidio potrebbe essere maggiore del solito. È anche per questo motivo che si consiglia sempre di sottoporsi alla pulizia dei denti nei tempi indicati dal proprio dentista ed affidarsi completamente ai suoi consigli: in questo modo, si eviterà la formazione di placche resistenti e si riuscirà sia a dimezzare i tempi della detartrasi, sia a sentire meno fastidio.</p>
<p>Il trattamento, quindi, non è di per sé doloroso, ma occorre comunque precisare che se ci si sottopone ad una pulizia dei denti nei tempi indicati dal proprio dentista, si può ridurre ancora di più il fastidio generato dal trattamento in sé.</p>
<p>Come viene eseguita dal dentista la pulizia professionale?</p>
<p>Per rimuovere perfettamente la placca e il tartaro dai denti, migliorando così l’igiene orale del paziente, vengono eseguiti diversi passaggi. La durata totale della detartrasi varia a seconda dello stato iniziale dei denti e del cavo orale, ma in linea di massima non supera un’ora.</p>
<p>Prima di tutto, l’igienista si prepara a rimuovere, con appositi strumenti (tra cui anche uno strumento con punta affilata detto curette), le incrostazioni di placca e di tartaro che in genere si annidano nelle fessure tra un dente e l’altro e ancor di più in quelle difficili da raggiungere con lo spazzolino: si calcola che in linea di massima la maggior parte delle carie si presenti proprio in questi punti, ed è anche per questo che è bene insistere con una pulizia profonda dei denti.</p>
<p>Dopo aver rimosso il tartaro residuo, vengono anche eliminate le macchie sulla dentatura utilizzando un prodotto specifico, che ha proprio lo scopo di sciogliere le sostanze che macchiano i nostri denti (fumo, caffè ed alcune bevande o alcuni tipi di alimenti che consumiamo nella nostra routine quotidiana sono spesso responsabili della formazione di queste macchie). Infine, si procede alla lucidatura dei denti, e si applica una mascherina con il fluoro: quest’ultima serve sia a rafforzare l’apparato masticatorio e i denti, sia a prevenire la formazione di carie o infiammazioni.</p>
<p>L’ultimo step è il risciacquo generale, che avviene per mezzo di acqua e/o collutorio: serve per eliminare eventuali residui rimasti nella bocca, e terminare quindi l’operazione di pulizia professionale, al termine della quale si consiglia in genere al paziente di non assumere cibo o bevande zuccherate per un’ora.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VENE VARICOSE? TUTTI I RIMEDI</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/vene-varicose-tutti-i-rimedi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 19:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Le vene varicose compaiono quando si dilatano le pareti venose. Le cause sono diverse: predisposizione genetica, alimentazione scorretta, scarso esercizio fisico, posture scorrette. Tutto ciò provoca il ristagno dei liquidi negli arti inferiori, dunque compromette la funzionalità del micro-circolo. Le conseguenze sono: gonfiore alle gambe, accompagnato da dolore e poi la comparsa di varici. Le...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-301" src="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/vene-varicose-rimedi-300x156.jpg" alt="vene-varicose-rimedi" width="300" height="156" srcset="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/vene-varicose-rimedi-300x156.jpg 300w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/vene-varicose-rimedi-150x78.jpg 150w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/vene-varicose-rimedi.jpg 311w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le vene varicose compaiono quando si dilatano le pareti venose. Le cause sono diverse: predisposizione genetica, alimentazione scorretta, scarso esercizio fisico, posture scorrette. Tutto ciò provoca il ristagno dei liquidi negli arti inferiori, dunque compromette la funzionalità del micro-circolo. Le conseguenze sono: gonfiore alle gambe, accompagnato da dolore e poi la comparsa di varici. Le vene varicose di sicuro sono un inconveniente estetico fastidioso, ma soprattutto preoccupano per la patologia vascolare in sé. Ad esser colpite sono soprattutto le donne, soprattutto in età fertile per via degli estrogeni.</p>
<p>I sintomi delle varici sono:</p>
<ul>
<li>senso di pesantezza e gonfiore agli arti inferiori</li>
<li>edema dei piedi e delle caviglie</li>
<li>formicolio</li>
<li>bruciori</li>
<li>crampi notturni</li>
<li>prurito</li>
</ul>
<p>Al di là dell&#8217;estetica compromessa, di cui molte donne soffrono a tal punto da non dover più indossare le gonne, proprio per nascondere capillari e varici, le vene varicose possono danneggiare seriamente l&#8217;organismo poiché possono essere causa di seri problemi, quali trombosi, embolie, ulcere alle gambe, flebiti, emorragie&#8230;</p>
<p>In presenza di vene varicose occorre andare dal medico che stabilirà quale grado sia stato raggiunto e quale rischio comportano le varici. Dalla visita è chiaro che deriva la scelta della terapia. Occorre anche effettuare l&#8217;ecocolordoppler, un esame diagnostico indolore che serve ad escludere altre complicazioni in relazione alle vene profonde e quindi conferma il tipo di cura da fare.</p>
<h2>RIMEDI PER LE VENE VARICOSE ALLE GAMBE</h2>
<p>Veniamo dunque ai rimedi in caso di vene varicose.</p>
<p>Se siamo al primo stadio, ovvero nella fase in cui compaiono le varici, allora si possono utilizzare le calze elastiche, prescritte dall&#8217;angiologo e comprate in farmacia. Queste aiutano la circolazione sanguigna attraverso una leggera e graduata compressione delle gambe, più forte all&#8217;altezza delle caviglie, più blanda al polpaccio ed alla coscia.</p>
<p>Oltre alle calze c&#8217;è la chirurgia, in particolare quella meno invasiva, quando le safene (i principali assi venosi) sono sofferenti, alterate. Il più classico intervento chirurgico consiste nello stripping, cioè nella rimozione della safena tramite un sondino, ma vi sono anche i trattamenti endovascolari così come il Laser Endovascolare, la Radioferquenza, la Scleromousse che chiudono la safena senza però asportarla.</p>
<p>Un&#8217;altra possibilità nel panorama è quella della chirurgia emodinamica conservativa (CHIVA), un intervento anche questo mini-invasivo che elimina le vene varicose conservando però la safena. Per la prima volta è stato proposto in Francia nel 2008 ed i risultati sono stati ottimi. Tra i rimedi alla vene varicose troviamo anche la scleroterapia che oggi appare potenziata dal fatto che è possibile iniettare le vene (safene, collaterali, piccole vene blu e capillari) usando la mousse e sotto la guida ecografica. Non è infatti un intervento chirurgico ma si tratta di semplici iniezioni che si fanno nelle vene. Purtroppo più sono i vasi trattati con scleroterapia più la ricanalizzazione può accompagnarsi ad un&#8217;eventuale ricomparsa delle vene varicose.</p>
<p>Infine parliamo del laser transdermico, altra metodica efficace, per i capillari più piccoli (anche per la couperose del viso) fatta col laser.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>VENE VARICOSE, RIMEDI NATURALI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i rimedi naturali per le vene varicose annoveriamo la Centella Asiatica, chiamata anche Erba della Tigre. E&#8217; una pianta rampicante, tropicale, ricca di triterpenoidi pentaciclici, ovvero di principi attivi con alto valore cicatrizzante e vasoprotettivo. La Centella migliora la circolazione sanguigna, rafforza i capillari, riduce il gonfiore e diminuisce la ritenzione idrica. In farmacia si possono acquistare le compresse Centellase, che aiutano a proteggere le vene, utilissime peraltro anche in caso di gonfiore (causato da insufficienza venosa), pesantezza delle gambe, formicolii, prurito, crampi notturni e capillari visibili. Certamente è un medicinale, sebbene  a base naturale,quindi va sempre assunto sotto controllo medico (soprattutto in caso di gravidanza o allattamento).</p>
<h2>VENE VARICOSE, I RIMEDI DELLA NONNA</h2>
<p>Tra le ricette naturali dei nostri avi utili a combattere le vene varicose troviamo:</p>
<ul>
<li>Il gel di aloe vera (ricco di amminoacidi essenziali, acqua e vitamine C ed E,) ed aceto di mele con potere sfiammante. Capaci entrambi di migliorare anche il flusso sanguigno, evitando i coaguli e ritardando l&#8217;invecchiamento cellulare.</li>
<li>Le carote, ricche di betacarotene dal potere calmante, con fibre e vitamine utili per l&#8217;elasticità della pelle, ottime per migliorare la circolazione sanguigna, ricche di antiossidanti, capaci di migliorare l&#8217;ossigenazione</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DETOSSIFICAZIONE: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/detossificazione-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 18:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[DETOSSIFICAZIONE, IL SIGNIFICATO Il significato della parola &#8220;detossificazione&#8221; è piuttosto prevedibile. La parola stessa ci fa pensare ad una sorta di azione di pulizia dalle tossine. Ed infatti significa esattamente ciò. Molto più frequentemente troveremo l&#8217;abbreviazione di detossificazione, ovvero &#8220;detox&#8221;. In altre parole, quando parliamo di detox o detossificazione ci riferiamo alla cura  di uno...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-285" src="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/DETOSSIFICAZIONE-300x151.jpg" alt="detossificazione" width="300" height="151" srcset="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/DETOSSIFICAZIONE-300x151.jpg 300w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/DETOSSIFICAZIONE-150x75.jpg 150w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/DETOSSIFICAZIONE.jpg 316w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />DETOSSIFICAZIONE, IL SIGNIFICATO</h2>
<p>Il significato della parola &#8220;detossificazione&#8221; è piuttosto prevedibile. La parola stessa ci fa pensare ad una sorta di azione di pulizia dalle tossine. Ed infatti significa esattamente ciò. Molto più frequentemente troveremo l&#8217;abbreviazione di detossificazione, ovvero &#8220;detox&#8221;. In altre parole, quando parliamo di detox o detossificazione ci riferiamo alla cura  di uno stato di intossicazione, in genere di un organismo vivente. Detox quindi è tutto ciò che rimanda all&#8217;eliminazione delle tossine per ristabilire o mantenere la salute in un dato organismo. Qualsiasi organismo umano nel tempo accumula tossine ed ha bisogno di espellerle. Un gran numero di composti chimici ogni giorno penetra nel nostro corpo, attraverso la pelle, l&#8217;apparato respiratorio e digerente. Come? Basti pensare allo smog, ai pesticidi, all&#8217;alcool, al fumo, ai cibi industriali, ai metalli pesanti, ai farmaci&#8230;e tanto altro, senza dimenticare che lo stesso organismo è in grado di autoprodurre tossine dallo stesso metabolismo oppure quando vi è un&#8217;alterazione della fora batterica intestinale. E sono proprio i batteri ed i lieviti della flora intestinale che in casi di &#8220;disequilibrio&#8221; producono diverse sostanze tossiche che man mano s&#8217;insinuano nel resto degli organi attraverso la circolazione e causano l&#8217;infiammazione del sistema immunitario.</p>
<p>Certamente il corpo è in grado anche di difendersi dall&#8217;attacco di questi agenti tossinici, ma qualora l&#8217;esposizione ad essi fosse costante, sebbene a piccole dosi, sarebbe più rischioso e facile ammalarsi, rispetto magari a chi si espone per una volta sola a dosi un po&#8217; più elevate. Ad eccezion fatta per quelle esposizioni seriamente a rischio (vedi quelle lavorative). Occorre quindi ridurre l&#8217;accumulo di tossine, migliorando anche le capacità detossificanti dell&#8217;organismo. In altre parole occorre fare &#8220;detossificazione&#8221;, ovvero abbracciare quello stile di vita corretto che rappresenta davvero un toccasana per il corpo, oltre che possedere un significato molto importate in quanto vuol dire eliminare le molecole dannose in eccesso facendo funzionare al meglio le capacità detossificanti che il corpo ha a disposizione per natura. Tutto questo ha un&#8217;incidenza positiva su quei sintomi quotidiani di sofferenza e fastidio, che tra l&#8217;altro sono numerosi e vari&#8230;pensiamo ad esempio alle cefalee, alla stanchezza cronica, al poco appetito o viceversa, ai dolori muscolari ed alla debolezza muscolare, alla ritenzione idrica, al gonfiore addominale, alle varie allergie, ai disturbi dell&#8217;apparato digerente. Quindi, quando ci depuriamo e allo stesso tempo ripristiniamo ed ottimizziamo le funzioni naturali di eliminazione delle tossine allora sì che possiamo parlare di cura globale della persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>DETOSSIFICAZIONE EPATICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>La detossificazione epatica si rifà  a quel concetto chiave di eliminazione delle tossine del fegato nello specifico. Detossificare il fegato  vuol dire eliminare molti problemi a cui spesso come suddetto non sappiamo attribuire una vera e propria causa. Basti pensare alle cefalee, ai forti dolori mestruali, all&#8217;anemia, agli sfoghi cutanei, alle parestesie, agli sbalzi di peso&#8230;eliminare questi disturbi non sarà cosa facile e veloce. E&#8217; una cosa che richiede molto sforzo, dedizione, impegno e costanza. Gli attori principali della detossificazione, oltre al fegato, sono i reni e l&#8217;intestino. E&#8217; un processo fisiologico complesso che coinvolge più tappe biochimiche.</p>
<p>Certamente il fegato interviene in maniera importante in questo processo. Lavora infatti come una sorta di trasformatore di molecole (rendendo più solubili e non tossiche le molecole dannose) e disattiva le tossine che circolano nell&#8217;organismo. Le tossine metabolizzate vengono eliminate attraverso feci e urine. Entrando nello specifico, contiamo tre processi fondamentali di detossificazione epatica:</p>
<ol>
<li>Vengono chiamati ad agire gli enzimi citocromo p450 che modificano inizialmente la tossina.</li>
<li>Gli enzimi neutralizzano le sostanza reattive intermedie della fase 1 di detossificazione. Le rendono quindi idrosolubili per poi espellerle con le feci e le urine.</li>
<li>I processi epatici trasferiscono le tossine nel sangue, per poi trasferirle nella bile o nell&#8217;urina ed espellerle. Se questo non accade possono provocare danni ai mitocondri e al DNA.</li>
</ol>
<p>La detossificazione migliore è quella che non permette di accumulare molecole reattive. In altre parole non deve provocare effetti indesiderati (vedi lo stress ossidativo). Le capacità di detossificazione epatica possono essere stimolate, così come frenate da molti fattori. Soffermandoci su quelli positivi consigliamo il quotidiano apporto di vitamine, proteine, antiossidanti e minerali insieme a tutti gli altri nutrienti benefici che eliminano le tossine.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GASTRITE, COSA MANGIARE PER COMBATTERLA</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/gastrite-cosa-mangiare-per-combatterla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 18:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[GASTRITE CRONICA: COSA MANGIARE Cosa mangiare in caso di gastrite cronica? Crema di riso integrale, verdura cotta (benissimo se a vapore), frutta dolce e amidacea nei momenti più acuti. Successivamente si può passare a frutta e verdura di stagione, crude, cotte e come suddetto, soprattutto a vapore. Non scegliete gli agrumi e tutta la frutta...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-282" src="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/GASTRITE-COSA-MANGIARE-300x162.jpg" alt="gastrite-cosa-mangiare" width="300" height="162" srcset="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/GASTRITE-COSA-MANGIARE-300x162.jpg 300w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/GASTRITE-COSA-MANGIARE-150x81.jpg 150w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/GASTRITE-COSA-MANGIARE.jpg 306w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />GASTRITE CRONICA: COSA MANGIARE</h2>
<p>Cosa mangiare in caso di gastrite cronica?</p>
<p>Crema di riso integrale, verdura cotta (benissimo se a vapore), frutta dolce e amidacea nei momenti più acuti. Successivamente si può passare a frutta e verdura di stagione, crude, cotte e come suddetto, soprattutto a vapore. Non scegliete gli agrumi e tutta la frutta &#8220;aspra, acida&#8221;, così come le verdure che portano alla formazione di gas intestinale, come i cavoli, i cavolfiori e i broccoli. Poi pian piano potrete inserire anche questi, ma solo quando sarete tornati ad una condizione regolare. Non dimenticate latte e yogurt vegetali, così come il tofu al naturale. Integrate con cereali integrali, come orzo, miglio, quinoa e riso. I cereali integrali, si sa, sono ricchi di fibre, dunque molto utili per il transito intestinale. Tuttavia, in momenti di criticità potrebbero risultare un po&#8217; irritanti per la mucosa gastrica, il consiglio quindi è di assumerli in chicchi durante la fase di stabilità, ed in crema quando si hanno le fasi acute. Carne e pesce bianchi non sono affatto da abolire, sebbene in piccole quantità, con pochi grassi o del tutto private di grasso. I condimenti sono anche concessi, ma sempre limitatamente ed a crudo. Evitate strutto, burro, margarina ed altri condimenti grassi, magari portati ad alte temperature. Sì alle spezie, tranne al peperoncino, al pepe, al curry e ad altre miscele particolarmente acide o piccanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>GASTRITE NERVOSA: COSA MANGIARE</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche in caso di gastrite nervosa, cosa mangiare? Occorre evitare cibi che irritino lo stomaco, ovvero che aumentino le secrezioni acide. Quindi, anche in questo caso via libera alla frutta, quella con grandi quantità vitaminiche, di sali minerali, fibre e sostanze utili alla salute del nostro organismo, come antociani ed antiossidanti. Preferite le mele, le banane, le pesche, l&#8217;uva, il melone ed i kiwi. Possibilmente due dosi di frutta al dì. Non dimenticate mai la verdura, così ricca di sostanze benefiche e senza zuccheri. Consumatene in abbondanza perchè aiuta a ripristinare le mucose intestinali e poi stabilizza e diminuisce l&#8217;eccesso di acidità. Evitate soltanto le verdure che non gradite o che ritenete nocive al vostro organismo. Carne e pesce sono di solito ben tollerati, ma attenti a non eccedere perchè il rischio di aumentare l&#8217;acidità è dietro l&#8217;angolo. Preferite le carni bianche e magre, il pesce azzurro ed anche i latticini magri sono consentiti. Sostituiteli con legumi e semi se vi va. I cereali sono ottimi per tamponare l&#8217;acidità dovuta alla gastrite nervosa, quindi potete consumarne una porzione per pasto, se integrali è meglio. Le bevande consentite sono: l&#8217;acqua e il caffè d&#8217;orzo se lo si desidera. Stop a tutto il resto, soprattutto caffè,alcol e bevande gasate. Cercate sempre di acquisire uno stile di vita salutare, di mangiare poco e frequentemente e due ore prima di andare a letto.</p>
<h2>GASTRITE ATROFICA: COSA MANGIARE</h2>
<p>Gli alimenti da evitare quando si soffre di gastrite atrofica sono prima di tutto il caffè ed il the, così come le bevande alcoliche e gasate, ma anche brodo di carne e di pesce. Evitate il latte intero ed i formaggi grassi, così come tutte le carni affumicate, gli insaccati e la carne cruda in genere. Abolite le uova sode o le uova fritte. Anche il pane fresco così come il pane di segale e integrale assieme a grissini, crackers, pasta asciutta e risotti in grandi porzioni non gioveranno. Frutta secca, agrumi, prugne e pesche, insieme a verdura cruda, cipolle, pomodoro in tutti i modi, pepe, aglio, menta, cioccolato, creme dolci, dolciumi, frittura e cibi grassi sono nocivi.</p>
<p>Allora, cosa mangiare in caso di gastrite atrofica? Tè deteinato, ma di rado, così come il caffè decaffeinato. Latte scremato. Piccole porzioni di prodotti caseari magri, piccole porzioni di carne bianca e pesce azzurro, quindi carni magre, meglio se tritate o passate. Al massimo sotto forma di polpette, hamburger o crocchette. Sì al pane tostato ed a piccole porzioni di pasta, ma ben cotta, o riso. Frutta sì, ma cotta. Sì alla gelatina di frutta e alla polpa di frutta meglio se ben matura. Verdura lessa o passata in porzioni medie, legumi decorticati o passati. Miele per dolcificare, ma poco. Acqua naturale da bere e niente più.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>EMICRANIA A GRAPPOLO: COS&#8217;E&#8217; E COME CURARLA</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/emicrania-a-grappolo-cose-e-come-curarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 18:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando parliamo di emicrania o cefalea a grappolo parliamo di quel dolore lancinante che non solo colpisce un lato della testa, ma spesso si concentra nella zona attorno all&#8217;occhio. E&#8217; la forma più dolorosa e grave di mal di testa, ma anche la meno frequente per fortuna. Tende a comparire dopo i 20 anni e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-279" src="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/emicrania-a-grappolo.jpg" alt="emicrania-a-grappolo" width="287" height="176" srcset="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/emicrania-a-grappolo.jpg 287w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/emicrania-a-grappolo-150x92.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 287px) 100vw, 287px" />Quando parliamo di emicrania o cefalea a grappolo parliamo di quel dolore lancinante che non solo colpisce un lato della testa, ma spesso si concentra nella zona attorno all&#8217;occhio. E&#8217; la forma più dolorosa e grave di mal di testa, ma anche la meno frequente per fortuna. Tende a comparire dopo i 20 anni e colpisce più spesso gli uomini, soprattutto se fumatori. Le cause non sono ancora accertate, ma si pensa siano legate all&#8217;ipotalamo in cui risiede l&#8217;orologio biologico interno che controlla il sonno-veglia. Anche la predisposizione genetica è un fattore da considerare. Le crisi di emicrania a grappolo si presentano in periodi detti &#8220;attivi&#8221; e si alternano a fasi &#8220;libere&#8221; (periodi di remissione), ma tendono a diminuire con l&#8217;andare dell&#8217;età.</p>
<h1>EMICRANIA A GRAPPOLO, SINTOMI</h1>
<p>I sintomi sono inequivocabili: gli attacchi di cefalea a grappolo si presentano senza preavviso, il dolore è molto intenso e tagliente, bruciante e come suddetto colpisce un lato della testa. Viene avvertito nello specifico all&#8217;occhio e alla tempia e può anche compromettere il viso. Assieme al dolore a all&#8217;irrequietezza di chi ne soffre noterete che vi sarà un rossore e la lacrimazione dell&#8217;occhio, il gonfiore della palpebra, il restringimento della pupilla, una certa sudorazione facciale, una narice chiusa e gocciolante e l&#8217;arrossamento dell&#8217;orecchio. Gli attacchi hanno una durata che va dai 15 minuti alle tre ore, e possono ripresentarsi una oppure otto volte al giorno. La cefalea a grappolo infatti come abbiamo detto prima, è ciclica. Le crisi si ripropongono in determinati periodi dell&#8217;anno, vedi autunno e primavera e di solito nello stesso momento della giornata. Spesso cominciano di notte, dopo un paio d&#8217;ore da che ci si è addormentati. Alcuni avvertono l&#8217;esplodere del dolore in seguito all&#8217;assunzione di alcool oppure quando fa molto caldo, durante un&#8217;attività fisica, dopo aver sentito odori forti come quelli del petrolio, dei profumi intensi, della vernice&#8230;</p>
<p>Non appena si manifestano i sintomi di emicrania a grappolo bisogna rivolgersi al medico. Di solito la diagnosi si rifà ai sintomi, ma a volte, può esser necessaria una TAC oppure una risonanza magnetica cerebrale per assicurarsi che non si tratti di altri disturbi. Una volta accertata la diagnosi di emicrania a grappolo il medico di solito richiede una visita dal neurologo che è specializzato nei disturbi del sistema nervoso, così da poter discutere con lui in merito alla cura ideale.</p>
<h2></h2>
<h2>EMICRANIA A GRAPPOLO, LA CURA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;emicrania a grappolo per quanto non metta in pericolo la salute di chi ne soffre ha bisogno di una cura perchè comunque tende a compromettere la qualità della vita del soggetto sofferente. E&#8217; dunque importante consultare uno specialista o il medico di famiglia in modo tale che questi possa suggerire la terapia più efficace.</p>
<p>Quando si vuol parlare di cura dell&#8217;emicrania a grappolo di certo non si può far riferimento ai farmaci da banco, come ad esempio il paracetamolo, perchè ci mettono parecchio tempo prima di sortire un certo effetto&#8230;a patto che sortiscano un effetto. Vi sono però tre tipi di cura, da impiegare durante i primi segnali di dolore:</p>
<ol>
<li>Si possono fare delle iniezioni di sumatriptan per via sottocutanea, fino a due volte al giorno.</li>
<li>Si possono effettuare degli spray nasali a base di sumatriptan o zolmitriptan per chi non ami le iniezioni.</li>
<li>ci si può sottoporre alla terapia di ossigeno puro, inalato attraverso una maschera facciale.</li>
</ol>
<p>Nell&#8217;arco di un quarto d&#8217;ora il dolore comincerà a scemare, fino a diminuire.</p>
<p>Si può anche scegliere di fare una terapia profilattica, però vi sono degli effetti collaterali, quindi è sempre bene seguire il consiglio del medico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>EMICRANIA AGRAPPOLO, RIMEDI NATURALI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per l&#8217;emicrania a grappolo i rimedi naturali sono pochi, ma si può sempre provare a curarsi con essi. Un rimedio naturale utile potrebbe essere quello a base di tintura madre (lo si può acquistare anche su Amazon, a meno di dieci euro). La miglior cura naturale però è quella omeopatica. L&#8217;importante è esser costanti nell&#8217;assunzione delle compresse ed armarsi di pazienza perchè i risultati sono lenti. Si può assumere la Belladonna oppure la Spigelia, utile proprio per la cefalea a grappolo.</p>
<p>Lasciate stare invece gli impacchi con patate, cavolo o gli oli essenziali di lavanda e menta da frizionare sulla fronte.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DOLORE AL GOMITO: RICONOSCERLO E CURARLO</title>
		<link>https://www.wonderoustories.it/dolore-al-gomito-riconoscerlo-e-curarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Wonderou Stories Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2018 18:17:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[DOLORE AL GOMITO, I SINTOMI Come tutte le articolazioni del nostro corpo anche il gomito, che è un sistema articolare intermedio tra braccio e avambraccio, potrebbe subire traumi e sforzi, dunque dolere. Quali sono i sintomi? L&#8217;affezione dolorosa più comune è l&#8217;epicondilite, o &#8220;gomito del tennista&#8221; (i tendini, che permettono ai muscoli di muovere mani,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-276" src="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/dolore-a-gomito-300x150.jpg" alt="dolore-a-gomito" width="300" height="150" srcset="https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/dolore-a-gomito-300x150.jpg 300w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/dolore-a-gomito-150x75.jpg 150w, https://www.wonderoustories.it/wp-content/uploads/2018/10/dolore-a-gomito.jpg 318w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />DOLORE AL GOMITO, I SINTOMI</h2>
<p>Come tutte le articolazioni del nostro corpo anche il gomito, che è un sistema articolare intermedio tra braccio e avambraccio, potrebbe subire traumi e sforzi, dunque dolere. Quali sono i sintomi?</p>
<p>L&#8217;affezione dolorosa più comune è l&#8217;epicondilite, o &#8220;gomito del tennista&#8221; (i tendini, che permettono ai muscoli di muovere mani, dita e polsi si infiammano). Quando invece si avverte il dolore nella parte interna dell&#8217;avambraccio allora si tratta di epitrocleite o &#8220;gomito del golfista&#8221;. In questo caso i sintomi di questa forma di dolore al gomito, riguardano i movimenti ripetitivi, in particolar modo quelli rotatori.</p>
<p>Un altro sintomo del dolore al gomito è quello rappresentato da un dolore all&#8217;avambraccio accompagnato anche dal formicolio all&#8217;anulare e al mignolo. In questo caso ad essere interessato è il nervo ulnare, probabilmente compresso dalla struttura ossea del gomito stesso. E&#8217; un disturbo molto comune per chi soffre di artrite reumatoide, per chi ha il gomito valgo e certamente per chi ha subito dei traumi in quella zona.</p>
<p>Quando assieme al dolore al gomito il paziente avverte una certa rigidità dell&#8217;arto allora si può parlare di artrosi. Questo sintomo infatti è una conseguenza dell&#8217;artrosi, ovvero di quel processo che via via porta al deterioramento delle superfici articolari.</p>
<p>Ma i sintomi del dolore al gomito nascondono molte insidie. Causa di questa affezione dolorosa potrebbero essere anche le ernie (le ernie cervicali nello specifico), traumi dovuti a fratture, borsite (ovvero quando oltre al dolore si avverte una sorta di grumo o se vogliamo esser più semplici una &#8220;pallina&#8221; sotto la cute all&#8217;altezza del gomito), malattie reumatiche e così via.</p>
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<h2>DOLORE AL GOMITO INTERNO</h2>
<p>Quando avvertiamo un dolore al gomito interno può trattarsi come suddetto di epitrocleite. Osserviamo nello specifico questa patologia. L&#8217;epitrocleite o gomito del golfista è una sindrome dolorosa causata per lo più da un sovraccarico delle funzioni dei tendini e dei muscoli epitrocleari oppure dalla degenerazione degli stessi. Questi muscoli infatti sono muscoli interni all&#8217;avambraccio e prendono origine dall&#8217;epitroclea per poi inserirsi nell&#8217;avambraccio e via via nel polso, fin dentro la mano. Grazie a questi muscoli noi ruotiamo verso l&#8217;interno la mano e questa funzione prende il nome di pronazione, flettiamo il polso e le dita. L&#8217;epitrocleite lascia supporre in genere un&#8217;infiammazione dei tendini suddetti, tuttavia se i muscoli ad essi legati subiscono anche un frequente sovvertimento funzionale allora si può manifestare una degenerazione angiofibroblastica, ovvero uno scompaginamento che porterà ad una progressiva sostituzione delle fibre elastiche del tendine a delle fibre più vascolarizzate. L&#8217;epitrocleite colpisce per lo più l&#8217;arto dominante di pazienti tra i 35 e i 50 anni, soprattutto di sesso maschile.</p>
<h2>DOLORE AL GOMITO ESTERNO</h2>
<p>Dolore che si irradia nella parte esterna del gomito e poi fino all&#8217;avambraccio, interessando anche il polso, debolezza dell&#8217;avambraccio? Polso dolorante quando subisce uno sforzo anche minimo? Dolore quando si stende il braccio? Incapacità di tenere tra le mani gli oggetti e stringerli? Dolore che peggiora nel corso delle settimane? Ebbene, questi sono tutti i sintomi dell&#8217;epicondilite. La prima sensazione è proprio quella di un dolore al gomito esterno dall&#8217;entità variabile. Può trattarsi di un leggero fastidio così come di una sensazione talmente insopportabile che ti rende quasi l&#8217;arto inabile. In alcuni casi i pazienti avvertono forte dolore anche se il braccio è a riposo, magari mentre dormono. Un episodio di epicondilite ha un tempo di durata che varia tra i sei mesi e i due anni. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, in un anno di tempo si può venire fuori da questo disturbo. Basta recarsi dal medico il quale suggerirà immediatamente la cura giusta.</p>
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<h2>DOLORE AL GOMITO QUANDO LO SI APPOGGIA</h2>
<p>Quando si avverte un dolore al gomito nel momento in cui viene appoggiato le cause possono essere diverse. Si può trattare di un&#8217;infiammazione della capsula sinoviale, molto spesso dovuta a uno sforzo del paziente che grava sul gomito quando lo appoggia. basti pensare a chi fa un lavoro di ufficio e grava sull&#8217;articolazione del gomito stando seduto a lungo alla scrivania. Potrebbe anche trattarsi di un&#8217;infiammazione del nervo ulnare, magari in seguito a una botta che irradia il dolore fino alla punta delle ultime due dita della mano. Oppure, ancora una volta potrebbe trattarsi di epicondilite.</p>
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