Roberto
Vecchioni - Alessandria, Parco Marengo 10/09/05 |
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Fariselli
e Dalla Porta sono
il completamento ideale alla pacata ma intrigante voce di Vecchioni. Dopo
un lungo assolo di contrabbasso, il Professore ci racconta del brutto
anatroccolo per introdurci a La bellezza,
brano bello e agghiacciante ispirato a Morte a Venezia. È un concerto
impegnativo, che richiede attenzione, e il pubblico inizia a dare segni
di stanchezza. Per fortuna sono in arrivo i brani più accessibili:
la ballata Parabola, scandita dalle
note del pianoforte, picchiettanti e allegre, mentre il sottofondo del
contrabbasso è grave. Il contrasto sottolinea quello della canzone,
musica allegra e parole tristi. Seguono Canzone
per Sergio e Celia De La Cerna
e l’ormai attesissimo assolo di pianoforte del Maestro Fariselli.
Lo spettacolo non si ferma mai: è già in arrivo Milady
(“eccolo!!!!”, si sente urlare, un vero trionfo), la bellissima
Viola d’inverno, finché
è la volta di Samarcanda,
in una selva di mani che battono ritmicamente fino alla fine: il contrabbasso
sembra riecheggiare gli zoccoli e l'atmosfera di festa. Dopo Lettere
d’amore, dedicata a Pessoa ("quello che conta
è scrivere;/e non aver paura,/ non aver mai paura/ di essere ridicoli:/
solo chi non ha scritto mai /lettere d'amore /fa veramente ridere")
si chiude con l’immancabile Luci a San
Siro. Il bis ci regala La stazione
di Zima e Bandolero stanco,
accompagnata dal coro unanime del pubblico "dov'è il silenzio
dove". Vecchioni si racconta, o meglio, racconta della sera
in cui scrisse Alighieri, e poi
la canta: “Nei tre canti di Cacciaguida /si descrive una Firenze
"sobria e pudica",/ quando non era, "ancor giunto |
| Link: Sito ufficiale - http://www.vecchioni.it Sito di Patrizio Fariselli - http://www.fariselliproject.it |