Ten
& Co a Roma, Villa Celimontana - 06/07/2006
Esistono pochi artisti provenienti dall’esperienza del progressive
rock degli anni ’70 che riescono ancora oggi a muoversi e a esprimersi
in un contesto realmente “progressivo”: Rodolfo
Maltese è uno di questi. Chi lo conosce solo per
la sua attività con il Banco del Mutuo Soccorso farebbe bene a
farsi un giro sul sito ufficiale www.rodolfomaltese.it,
lanciato proprio in questi giorni, e a dare un’occhiata ai tanti
progetti musicali che attualmente lo vedono protagonista: dalla riscoperta
delle sonorità mediterranee ed etniche di Indaco,
alla reinterpretazione dei brani dei Beatles con i Beat-Less,
fino a tutta una serie di collaborazioni e incontri con artisti come Andrea
Alberti, Vicky Pellegrino, Alessandro
Papotto, Maurizio Pizzardi, Massimo Alviti
e Fonderia. Giovedì 6 luglio, nell’ambito del Festival
Jazz di Villa Celimontana a Roma, Maltese ha presentato un nuovo progetto,
forse il più ambizioso e rischioso del lotto: Ten
& Co, ovvero l’incontro tra Rodolfo Maltese
e Luigi Tenco. Non un semplice
tributo, ma un incontro vero e proprio, omaggio, attraverso la propria
musica, a un artista che si sente simile alla propria sensibilità.
Una sensibilità jazz, come quella che Tenco manifestò nel
periodo in cui suonava insieme a Paoli, De Andrè e Lauzi, lontana
forse da quella più conosciuta, legata al tragico epilogo del 1967.
Sul palco, con Maltese, ci sono alcuni tra i più straordinari e
sensibili jazzisti italiani: da Claudio
Corvini (tromba) a Pino
Iodice (pianoforte), da Luca
Pirozzi (basso) a Pietro
Iodice (batteria), a Max
Ionata (sassofono). Un sestetto, con Rodolfo a muoversi
agilmente tra chitarra e tromba, che sfoggia un intesa morbida e marcatamente
jazzistica: lunghe digressioni su temi fluidi, cantabili, in cui la sezione
fiati formata da Corvini, Ionata e Maltese costituisce la punta di diamante
della formazione. Ne è testimonianza lampante la brillante reinterpretazione
de Il Volo del Gabbiano, ormai uno
standard del chitarrista del Banco, tratto dal repertorio di Indaco. Purtroppo,
mentre la musica prende il volo, la pioggia costringe il gruppo a chiudere
in anticipo la sua esibizione. C’è giusto il tempo per ascoltare
Andrea Satta, voce dei
Têtes de Bois, reinterpretare un pezzo di Tenco, Un
giorno dopo l’altro, in quella che doveva essere la
seconda chiave di lettura della serata, quella del Tenco riarrangiato
in veste jazz. Il pubblico, che non è fuggito ma si è solo
riparato sotto le tettoie dell’area concerti, vorrebbe che lo spettacolo
andasse avanti, ma purtroppo non si può continuare. La speranza
è di poter riassaporare quanto prima, e per intero, la magia di
Ten & Co.
Paolo
Carnelli
|