Rock
50, Auditorium della Musica di Roma - 28/12/2004 |
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Ma partiamo dall’inizio.
Eravamo un po’preoccupati, visto l’affetto che ci lega al
personaggio, per l’esibizione di Tony
Pagliuca: la responsabilità di aprire una serata
così importante, in una cornice così imponente come quella
dell’Auditorium, i contrattempi della immediata vigilia (il batterista
Davide Ragazzoni bloccato a letto con l’influenza), ci avevano fatto
temere il peggio. Invece Pagliuca è stata la vera sorpresa della
giornata. Ben coadiuvato dal bassista Lello
Gnesutta e dal batterista Marco
Campigotto, Tony si è
posizionato dietro il suo vecchio organo Hammond scavando fuori dai tasti
deliziose modulazioni timbriche e ruggenti sequenze ritmiche. Dopo l’attacco
perentorio di Collage, ecco la prima
grande sorpresa della serata: l’ex tastierista delle Orme chiama
sul palco Patrizio Fariselli.
E il Maestro, rilassato e sorridente, si siede al pianoforte a coda per
duettare con Pagliuca in una avvincente jam session, in cui il piano e
l’organo si rincorrono in una corsa senza fine. L’ingresso
del giovanissimo cantante Matteo Dalla Chiara
ci riporta ai grandi classici del repertorio ormistico: Gioco
di bimba, Felona, una
lunga Era inverno, caratterizzata
dalla intrigante improvvisazione centrale. La chiusura è da brividi:
stavolta è Francesco Di Giacomo
a salire sul palco. L’Hammond di Pagliuca ruggisce un’ultima
volta sugli accordi di Sguardo verso il cielo,
interpretata da Francesco con l’entusiasmo e la rabbia di un ragazzino.
Chapeau. |
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All’energia contagiosa
di Pagliuca, segue la cultura avanguardistica di Patrizio
Fariselli. Il Maestro presenta infatti il suo nuovo lavoro,
Area, variazioni per pianoforte,
che lo vede reinterpretare da solo al piano i brani storici degli Area,
in una chiave ancora più estrema e jazzata. A coadiuvare Patrizio
sul palco, la sorella Loretta,
danzatrice contemporanea, che asseconda il fratello con movimenti estremamente
suggestivi, offrendo una interpretazione visiva dei brani proposti. L’attenzione
del pubblico si tende alle note di Arbeit Macht
Frei e si scioglie in un lunghissimo applauso per un interprete
dalla tecnica e dalla sensibilità sopraffina. L’inconfondibile
giro melodico di Luglio, agosto, settembre…
nero che chiude l’esibizione mi riporta indietro all’ultima
volta che avevo visto Fariselli dal vivo, a Napoli nel 2001, in occasione
del trentennale degli Osanna. Patrizio sembra ora ancora più a
suo agio nel ruolo di portavoce di un’esperienza musicale importante
e irripetibile come quella degli Area, che l’ovazione finale del
pubblico dimostra essere ancora ben presente nel cuore della gente. |