Metamorfosi a Roma, Stazione Birra - 10/03/2006

C’era il pienone alla Stazione Birra di Roma per il concerto dei Metamorfosi. Un concerto speciale, perché oltre a segnare il ritorno dal vivo in elettrico dopo la deliziosa performance acustica offerta da Olivieri e Spitaleri nell’ambito della manifestazione Natale in musica 2005, ha permesso ai presenti di assaporare un pizzico del nuovo progetto a cui il gruppo sta lavorando: l’Orlando Furioso. Sembra un po’ il destino di questa grande band storica del prog italico, quello di confrontarsi con opere letterarie altrettanto grandi: ma del resto chi ha viaggiato dall’Inferno al Paradiso, cosa può temere?

E così dopo la riproposizione integrale dell’Inferno e un brano, Sogno e realtà, dal primo album del gruppo E fu il sesto giorno, è arrivato questo primo assaggio dell’Orlando Furioso in chiave Metamorfosi: un brano sanguigno, pugnace, marcato a fuoco dai synth araldici di Olivieri e dal cantato vibrante e accorato di Jimmy Spitaleri. Il nuovo pezzo, intitolato Guidon Selvaggio, prende in esame l’evento con cui ha inizio il Canto XXXI del poema: la giostra che coinvolge vari cavalieri e che culmina nel duello tra il paladino Rinaldo e Guidon Selvaggio. Un combattimento epocale che si protrae per ore, fino al sopraggiungere dell’oscurità che costringe a sospendere il duello. È solo allora che i due, toltisi l’elmo e incamminatisi verso l’accampamento, si rendono conto di essere fratelli:

Il guerrier peregrin conobbe quello
esser Rinaldo, che venìa con esso;
che prima che giungessero all'ostello,
venuto a caso era a nomar se stesso:
e perché l'un de l'altro era fratello,
si sentìr dentro di dolcezza oppresso,
e di pietoso affetto tocco il core;
e lacrimar per gaudio e per amore.

[…]

Guidon, che questo esser Rinaldo udio,
famoso sopra ogni famoso duce,
ch'avuto avea più di veder disio,
che non ha il cieco la perduta luce,
con molto gaudio disse: - O signor mio,
qual fortuna a combatter mi conduce
con voi, che lungamente ho amato ed amo,
e sopra tutto il mondo onorar bramo?

Ancora una volta la fonte letteraria è lo spunto per una riflessione che va oltre il testo, chiamando in causa in un efficace parallelo la società moderna: quanti elmi e armature virtuali sono ancora oggi all’origine di tanti dei conflitti che riempiono la nostra esistenza? Quante corazze ci siamo più o meno inconsciamente costruiti che ora non ci permettono di riconoscere i nostri fratelli? A Jimmy Spitaleri, nella parte finale e più lirica del brano, una sorta di coda alla R.I.P. del Banco del Mutuo Soccorso, è affidato l’urlo che ancora echeggia nella testa e nei cuori dei presenti: "E se noi distruggessimo la guerra?”. Magia di una notte di marzo.

Il concerto continua con un sunto del Paradiso, impreziosito, come per gli altri brani, dall’utilizzo da parte di Olivieri di un vero Hammond con tanto di Leslie, e di un pianoforte a coda. Ma al di là della performance del gruppo, bella e coinvolgente come al solito, fa piacere aver avuto la prova tangibile che la macchina Metamorfosi si è già rimessa in movimento, senza cullarsi sugli allori. E a giudicare dai primi indizi, si prepara a regalarci un altro album memorabile.

Paolo Carnelli


Metamorfosi - 10/03/06 (Foto Luca Fiaccavento)
Link:
Progressivamente - http://www.progressivamente.info/
Metamorfosi - http://www.metamorfosi.org/
Foto e video della serata - http://www.stazionebirra.it/metamorfosi.htm