MARILLION a Roma, Stazione Birra - 24/04/2007

Camminare, camminare per cercare di arrivare, e poi finalmente rendersi conto di essere arrivati "da qualche altra parte". È forse questo il senso del percorso iniziato dai Marillion nel lontano 1989, e culminato nella 45esima posizione raggiunta qualche settimana fa nelle classifiche inglesi dal nuovo singolo See It Like a Baby. Un percorso che tra sbandate e correzioni di rotta ha riportato il gruppo inglese, se non sulla cresta dell'onda, almeno sulle onde radiofoniche di mezzo mondo, requisito imprescindibile per chi fa della musica la principale fonte di vita. E allora ecco una Stazione Birra strapiena di un pubblico variegato, curioso ma anche distratto, tanto da meritarsi qualche rimbrotto dallo stesso Steve Hogarth. Intorno a lui il buon Pete Trewavas, folletto highlander, macina chilometri, saltellando tra la sua postazione e quella dell'ormai gigantesco Steve Rothery: le sue controvoci sono una delle note più liete della serata. Più defilati Ian Mosley e soprattutto Mark Kelly, un po'in difficoltà sulle parti soliste, come il breve intermezzo di piano di Man of 1000 Faces. Come è logico e anche giusto, in scaletta sono molti i brani tratti dal nuovo album Somewhere Else: dopo l’apertura con Splintering Heart, ecco il trittico Most Toys, Thankyou Who Ever You Are e See It Like a Baby, mentre A Voice from the Past, The Wound e la title track vengono alternate nel corso del concerto ai brani degli altri dischi. L’impressione è più o meno la stessa avuta dall’ascolto del cd: si tratta di pezzi discreti ma non particolarmente incisivi, destinati purtroppo a sfigurare di fronte a classici come Estonia o l’intensa Afraid of Sunlight.

Oggi più che mai, comunque, tutto ruota intorno a Mr.H. Sorprendentemente soprappeso ma sempre espressivo e solare nei movimenti, Hogarth è vocalmente in gran forma: gigioneggia con uno shaker dispensando benedizioni al pubblico e ai musicisti, si siede spesso al piano assumendo un atteggiamento quasi gabrielliano. L’immancabile (ma troppo breve) citazione da Brave con Mad prepara il finale del concerto, in cui i Marillion sembrano riuscire ad accelerare. Purtroppo nei bis arriva la brutta sorpresa: prima The Invisibile Man viene depennata dalla scaletta, poi scompare anche Easter, prevista come secondo bis. Rimane però una monumentale Neverland, sempre più brano simbolo dei Marillion degli ultimi anni, che con la sua coda quasi infinita accompagna il pubblico verso casa. I fan dovranno aspettare pochi minuti, prima che un generosissimo Steve Rothery esca dai camerini per firmare autografi e cd (va detto che Somewhere Else veniva venduto all’assurda cifra di 20 euro, quando su Play.com è possibile acquistarlo a 13 euro). Un altro concerto dei Marillion è passato, e il pensiero va alla prossima data e al prossimo disco: sul sito www.marillion.com è già possibile prenotare la special edition...

Setlist: Splintering Heart/Most Toys/Thankyou Who Ever You Are/See It Like a Baby/Fantastic Place/You're Gone/Estonia/A Voice from the Past/Afraid of Sunlight/The Wound/Man of 1000 Faces/Somewhere Else/The Release/Mad/Between You & Me. Bis: Neverland.

Paolo Carnelli



Tre immagini del concerto di Roma - Foto Carlo Carnelli


Link:

Marillion - http://www.marillion.com - http://www.myspace.com/marillion