Progfest
a La Spezia, P.zza Mentana - 21 e 22/08/2004 |
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Più laboriosa la prima
serata, aperta con grande professionalità dalla formazione locale
dei GAS, nota cover band
del Biglietto per l’Inferno, raggiunta sul palco da Lino
Vairetti per due cover d’eccezione: Canzona
(There will be time) e L’Uomo degli Osanna. A seguire
arriva la provocazione di un Gianni Leone
in gran forma, che scuote la piazza con le sue tastiere isteriche. Occhiali
lanciati in terra e via con Third Uncle di Brian Eno,
passando per l’omaggio a Freddie Mercury con Nevermore,
il Todd Rundgren di Bag Lady, le citazioni impeccabili di YS
all’organo hammond, l’inedito Napoli Sotterranea,
la sigla finale con l’immancabile colonna sonora di Dalida, la maschera
inquietante e i foglietti con le citazioni leonine lanciati verso il pubblico,
mentre sullo sfondo scorrono le diapositive del Balletto. Si cambia radicalmente
atmosfera con il trio di Jenny Sorrenti,
accompagnata dalle percussioni di Marcello
Vento e dalla fisarmonica di Vincenzo
Zenobio. Già dalle prime note un’atmosfera
magica avvolge la piazza, che dopo le scorribande elettriche di Leone
accoglie con piacere la ritrovata serenità. Il canto inconfondibile
di Jenny, lirico e sentito come al solito, sembra trarre forza e ispirazione
dal mare che osserva silenzioso a poche centinaia di metri di distanza,
e il legame con il pubblico è forte ed immediato. La creatività
timbrica di Marcello Vento regala ai pezzi vecchi e nuovi sfumature uniche;
la fusione tra espressività vocale e pulsazione ritmica è
speziata e puntuale. La chiusura della serata è affidata ai Delirium.
Purtroppo si è fatto tardi, ma anche se il tempo a disposizione
è ridotto il gruppo ligure fa ugualmente in tempo a regalarci i
nitidi bagliori dei fiati di Martin Grice e i raffinati tocchi di piano
di Ettore Vigo. Una festosa versione di Jesahel conclude degnamente
una serata di contaminazione e incontro tra stili e atmosfere differenti,
a testimonianza di quanto fosse varia all’epoca la scena prog italiana. |
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La seconda serata scorre via più lineare: l’apertura è giustamente dedicata agli Spezzini Ancestry, autori nel 2003 del positivo debut album Discendenze. Tre brani, di cui due inediti e destinati al prossimo lavoro di studio, dalle atmosfere aperte e Cameliane, guidati dalla chitarra liquida di Fabio Venturini e dal basso incisivo di Maurizio Bellofiore. Poi è la volta dei ritrovati Metamorfosi, freschi reduci del grande successo al Nearfest americano. L’impatto del quartetto romano sulla serata è di quelli che lasciano il segno: l’apertura perentoria con Cielo di Marte, dal nuovo album Paradiso, scuote ed esalta il pubblico presente. La vocalità e la presenza carismatica di Jimmy Spitaleri, come di consueto ottimamente supportato dalle tastiere infuocate di Enrico Olivieri, regalano agli spettatori mezz’ora di grande intensità emotiva. Chiudono la manifestazione gli Arti e Mestieri di Furio Chirico e Beppe Crovella, ormai prossimi al festeggiamento del loro trentennale. Il variegato jazz prog di Tilt, eseguito nella sua interezza con l’ausilio dei fiati e del violino, ci consegna una proposta musicale ancora attuale e stimolante, in cui la batteria muscolare e ipertecnica di Chirico assurge al ruolo di indiscussa protagonista. |
| Link: Progressivamente - http://www.progressivamente.info/ Osanna - http://www.afraka.it/ Balletto - http://web.tiscali.it/ysland/ Jenny Sorrenti – http://www.jennysorrenti.it Ancestry - http://www.ancestrymusic.it/ Metamorfosi - http://www.metamorfosi.org/ Arti e Mestieri - http://www.artiemestieri.org/ |