Le
Orme a Roma, Stazione Birra - 12/10/2006 Si parte dunque con il beat di Senti
l’estate che torna, secondo 45 giri datato 1968, per finire
con gli estratti da Il Fiume (1996), Elementi (2001)
e L’Infinito (2004), album con i quali la band è
tornata a esprimersi in maniera marcatamente progressiva. il pubblico,
attentissimo, assiste in piedi al concerto, accalcandosi sotto al palco
come ai vecchi tempi. Lo attende un mare di suoni e colori lungo quasi
tre ore. Collage/Sguardo verso il cielo, Gioco di bimba,
La porta chiusa, una sintesi di Felona e Sorona, Maggio,
Amico di ieri esauriscono il tuffo nella prima parte della carriera
del gruppo, in cui ogni stacco nel parterre è accolto da un boato.
La gioia e l’entusiasmo dei quattro musicisti nel potersi esibire
in un contesto attrezzato e professionale come quello della Stazione Birra,
dopo tante esibizioni più o meno felici nelle piccole piazze italiane,
è palpabile: Michi Dei Rossi,
capelli e barba lunga, immancabile canottiera da NBA, guida le danze con
la solita generosa e instancabile potenza percussiva; Aldo
Tagliapietra, elegantissimo in nero e oro, doppio manico
a tracolla, dona con grazia immutata la sua inconfondibile voce a tutti
i brani.
Non è finita, i bis ci portano in dono ancora Cemento armato, Figure di cartone, Sera e Regina al Troubador. Il pubblico applaude contento e quasi incredulo. Sembra quasi un miracolo che al giorno d’oggi sia ancora possibile assistere a concerti come questo, ma la presenza di tanti giovani (merito anche del biglietto a 15 euro) fa pensare che anche se l’epoca del prog è lontana quarant’anni, la buona musica non è mai destinata a tramontare. Per chi non c'era, l'invito è di tenere d'occhio le frequenze di RomaUno e la nuova trasmissione Indie, all'interno della quale verranno trasmesse le riprese della serata. |
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