Le Orme a Roma, Stazione Birra - 12/10/2006

È iniziata con una specie di “orgia progressiva” la stagione 2006/2007 del Progressivamente Festival: alla Stazione Birra, sempre più locale di riferimento per la musica live di qualità in Italia, sono infatti accorse quasi mille persone per salutare il ritorno nella Capitale delle Orme, cinque anni dopo la bella performance al Centrale del Foro Italico. La serata si è aperta con la proiezione su maxischermo di una serie di filmati storici del gruppo, riversati in dvd dallo stesso batterista Michi Dei Rossi, che hanno galvanizzato ancor di più il folto pubblico presente, introducendo alla perfezione l’evento. Le Orme quest’anno hanno infatti deciso di celebrare i 40 anni di attività con un tour celebrativo e una scaletta che ripercorre per intero la loro carriera discografica, riproponendo almeno un brano per ogni album pubblicato.

Si parte dunque con il beat di Senti l’estate che torna, secondo 45 giri datato 1968, per finire con gli estratti da Il Fiume (1996), Elementi (2001) e L’Infinito (2004), album con i quali la band è tornata a esprimersi in maniera marcatamente progressiva. il pubblico, attentissimo, assiste in piedi al concerto, accalcandosi sotto al palco come ai vecchi tempi. Lo attende un mare di suoni e colori lungo quasi tre ore. Collage/Sguardo verso il cielo, Gioco di bimba, La porta chiusa, una sintesi di Felona e Sorona, Maggio, Amico di ieri esauriscono il tuffo nella prima parte della carriera del gruppo, in cui ogni stacco nel parterre è accolto da un boato. La gioia e l’entusiasmo dei quattro musicisti nel potersi esibire in un contesto attrezzato e professionale come quello della Stazione Birra, dopo tante esibizioni più o meno felici nelle piccole piazze italiane, è palpabile: Michi Dei Rossi, capelli e barba lunga, immancabile canottiera da NBA, guida le danze con la solita generosa e instancabile potenza percussiva; Aldo Tagliapietra, elegantissimo in nero e oro, doppio manico a tracolla, dona con grazia immutata la sua inconfondibile voce a tutti i brani.

Le Orme - Stazione Birra 12/10/2006 (Foto Paolo Carnelli)


A questo punto entriamo nella fase più delicata del concerto: con Canzone d’Amore, Se io lavoro e Fine di un viaggio inizia la curva discendente nella produzione della band veneta. Verità Nascoste, con la sua tensione cameristica e la sua delicata poetica ancora ci conquista, prima della discesa nel purgatorio di Orme (1990), da cui il gruppo esegue L’universo, forse l'unica nota stonata della serata. Ma finalmente si giunge alla produzione più recente, alla trilogia che ha riportato Le Orme al centro della scena prog mondiale. Il Fiume, con le sue melodie e la sua freschezza a tratti new age rimane il ponte ideale tra Le Orme del presente e del passato: ascoltate oggi, Madre mia e Prima acqua racchiudono mirabilmente in sé molto, se non tutto, della filosofia ormistica. È il momento in cui viene maggiormente messa in risalto l’espressività di Andrea Bassato e Michele Bon: rigoroso e impeccabile il primo al pianoforte e violino, esplosivo e dinamico il secondo all’hammond e al guitar simulator.

Non è finita, i bis ci portano in dono ancora Cemento armato, Figure di cartone, Sera e Regina al Troubador. Il pubblico applaude contento e quasi incredulo. Sembra quasi un miracolo che al giorno d’oggi sia ancora possibile assistere a concerti come questo, ma la presenza di tanti giovani (merito anche del biglietto a 15 euro) fa pensare che anche se l’epoca del prog è lontana quarant’anni, la buona musica non è mai destinata a tramontare. Per chi non c'era, l'invito è di tenere d'occhio le frequenze di RomaUno e la nuova trasmissione Indie, all'interno della quale verranno trasmesse le riprese della serata.

Paolo Carnelli


Link:

Le foto della serata - http://www.stazionebirra.it
Il sito di INDIE - http://www.indielive.tv/