EleKctRomantiKc - Boville Ernica (FR), Pub Hot Ice- 04/09/2004

È finita con i cinque musicisti riuniti intorno a un tavolo a scambiarsi strette di mano e a discutere di improvvisazione, prog italico e progetti futuri. “Questa serata per me è stata come la chiusura di un cerchio – spiega Tiziano Rea, ideatore dell’evento e coordinatore della rassegna estiva In Prog, quest’anno giunta alla sua seconda edizione. “Tutto ha avuto inizio due anni fa, quando ho provato a organizzare un concerto dei Moongarden qui al pub Hot Ice di Boville Ernica, in provincia di Frosinone. Purtroppo all’ultimo momento il concerto saltò, ma insieme al proprietario del locale decidemmo di rilanciare, allestendo un calendario di eventi più articolato. Ed è così che è nata la rassegna In Prog. Da allora ho cercato in tutti i modi di portare da questi parti Cristiano Roversi (stickista e tastierista dei Moongarden), e sono felice di esserci riuscito con questa serata un po’ particolare”. Una serata denominata EleKctRomantiKc, fin dal nome nel segno dell’improvvisazione di marca Crimsoniana: strumentazione all’avanguardia, spirito anni settanta. Cinque musicisti sul palco, niente di preparato.

 

EleKctRomantiKc live 04/09/04 - Foto Paolo Carnelli

 

L’asse del gruppo è costituita dalla chitarra di Tiziano Rea (Giardini d’Autunno), seduto in posizione Frippiana e circondato da pedali e multieffetti di ogni genere, e dalla batteria acustica rigorosa e potente di Maurizio Di Tollo, già dietro i tamburi con Distillerie di Malto e La Maschera di Cera. Subito nel vivo anche il versatile Cristiano Roversi, stick e tastiere, che dimostra una immediata affinità con il drumming polirtimico di Di Tollo. Più defilati, a svolgere il ruolo di guastatori, l’ottimo batterista Andrea Scala (Giardini d'Autunno, Moonlight Comedy), dotato di una serie di pad elettronici, e il maestro Alessandro Bruno (European String Choir, Roman Guitar Ensemble), che strizza l’occhio ad Adrian Belew con alcuni interventi timbricamente molto interessanti. Il tutto per circa un’ora di musica di buona fattura, con parecchi momenti riusciti e qualche inevitabile passaggio a vuoto. “Esistono vari tipi di improvvisazione – spiega Roversi al termine della serata. Ad esempio anche i Genesis degli anni '80 improvvisavano in studio, ma lo facevano con modalità e finalità completamente diverse rispetto ai King Crimson. Noi stasera abbiamo fatto dell’improvvisazione nel vero senso della parola, perché ognuno di noi ha suonato spontaneamente, cercando di ascoltare gli altri ed entrare in sintonia con loro. È un tipo di improvvisazione radicale che ormai risulta difficile trovare anche in certi contesti, come quello jazz, da sempre aperto a questo tipo di esperienza”.

Tutto questo avrà un seguito? Ancora non si sa. Certo è che mentre in rete si parla della possibile costituzione di un “supergruppo” del prog italico, in una piccola cittadina del centro sud si è consumato senza proclami un incontro musicale che ha fortemente colpito l’immaginazione dei presenti.

Paolo Carnelli

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