CALIFORNIA
GUITAR TRIO + TONY LEVIN a Roma, Stazione Birra - 08/02/2007
Era il 1996 quando sul palco del Centralino del Tennis di Roma salivano
tre ragazzotti con le loro chitarre acustiche. Le loro fini acrobazie
e la loro solida intesa gli valsero una risposta calorosa da parte di
un pubblico impaziente di festeggiare il ritorno del Re Cremisi, di nuovo
in Italia dopo tanti anni. Quei ragazzi si chiamavano California
Guitar Trio. Solo la scorsa settimana, la sera del loro
concerto alla Stazione Birra, ho appreso da Tony
Levin che proprio durante quella tournée era nata
l’idea di una collaborazione. Troppo forte l’interesse di
Tony per il confronto con nuove forme musicali, il suo desiderio di esplorare,
per non fargli scattare il desiderio di provare a inserire il suo basso
in quella macchina perfetta. Un percorso inizialmente in salita, viste
anche le caratteristiche della strumentazione utilizzata dal CGT: chitarre
che adottano un’accordatura particolare, ricca di frequenze basse.
Eppure la possibilità c’è, grazie anche alla versatilità
di Levin, che oltre al basso elettrico e al fretless sceglie di utilizzare
anche lo stick e il cello, purtroppo assenti in questo segmento italiano
per motivi logistici. Seguono tournée, concerti estemporanei in
formazione ulteriormente allargata con l’inserimento di Jerry
Marotta, Pat Mastellotto,
Jon Anderson, Rick Wakeman.
Eventi indubbiamente di grande effetto, ma la sensazione avuta alla Stazione
Birra è che ancora oggi il California Guitar Trio renda al massimo
quando sul palco ci sono solo le tre chitarre di Bert
Lams, Paul Richards
e Hideyo Moriya. Non è
un caso che uno dei momenti migliori sia arrivato quando i tre hanno presentato
in anteprima un nuovo brano, Andromeda.
Un brano in pieno stile CGT: intrecci serrati, incastri melodici, atmosfere
oniriche. Un CGT più “elettrico” di quanto ricordassi,
con i tre chitarristi pronti a inserire qualche distorsione per dare maggiore
risalto alle parti soliste, o a sostenere le loro evoluzioni con un tappeto
di soundscapes. Con Levin
tutto procede senza intoppi, con grande nonchalance… ma
quando Tony indossa le celebri “protesi” per le dita, capiamo
che è arrivato il momento esplosivo di Heart
of the Sunrise. Il pubblico apprezza, si diverte. Col tempo
i CGT hanno imparato a suscitare non solo stupore e ammirazione, ma anche
a far divertire il pubblico. Come alla fine del concerto, quando la Stazione
Birra accompagna in coro la rigorosa versione di Bohemian
Rhapsody, o nelle riproposizioni, anche queste fedelissime,
del tema principale de Il buono, il brutto,
il cattivo o de L'Esorcista (Tubular
Bells). La serata si chiude nel migliore dei modi, con tante
persone che prendono d’assalto lo stand dei cd, sottoponendo il
gruppo al rito infinito degli autografi e delle foto. Il tour prosegue
in questi giorni risalendo la penisola: se passano dalle vostre parti
non perdeteli.
Paolo
Carnelli

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