Adrian Belew a Roma, Stazione Birra - 05/04/2006

È un dato di fatto come la stasi nell’attività di un grande gruppo sia spesso catalizzatore di una rinnovata operosità da parte dei singoli componenti della band. Basti pensare alla parentesi che, alla metà degli anni settanta, ha portato alla pubblicazione in seno agli Yes di ben cinque lavori solisti. Fino a qualche anno fa però, tutta una serie di problematiche organizzative e logistiche avevano impedito che molti di questi progetti paralleli o solisti approdassero anche alla dimensione concertistica, rimanendo così vincolati al solo supporto discografico. Ora, grazie alla ritrovata disponibilità da parte degli artisti e all’operosità dei promoter locali, è tutto un fiorire di suggestive opportunità live: dopo i concerti di Tony Levin dello scorso anno (e a fine aprile si replica), ecco quelli di un altro tassello importante del King Crimson sound, Mr. Adrian Belew, già conosciuto e apprezzato anche per le sue collaborazioni con Frank Zappa, Talking Heads e David Bowie. In attesa che il Re Cremisi si rimetta in movimento, Adrian non ha perso tempo, dando alle stampe negli ultimi mesi due lavori estremamente interessanti (Side One e Side Two) a cui sta per fare seguito il 18 aprile un nuovo capitolo (Side Three) che dovrebbe concludere la serie.

Adrian Belew Trio (foto Simone Cecchetti)

Così, quando mancano pochi minuti alle 23, la sagoma inconfondibile di Ade fa la sua comparsa sul capiente palcoscenico della Stazione Birra: sgargiante completo rosso e immancabile maglietta bianca attillata, capelli lunghi ormai più bianchi che neri. L’inizio è interamente dedicato a lui: da solo, seduto sul suo sgabello, Adrian produce un loop di chitarra su cui distende una parte del suo corposo repertorio sonoro, estraendo dalle sei corde una moltitudine di suoni multicolori. “Ciao”, ed è la volta di un brano cantato, che lo stesso Belew definisce particolarmente difficile da cantare e suonare contemporaneamente. In effetti l’accompagnamento di chitarra è costituito da un intricatissimo riff stoppato su cui va a posarsi in maniera apparentemente slegata la melodia vocale. Falsa partenza. Buona la seconda. Con l’ingresso sul palco dei fidi Mike Hodges (batteria) e Mike Gallaher (basso) la serata entra nel vivo, e da parte di quasi tutti i presenti inizia il conto alla rovescia che porta dritto ai pezzi dei King Crimson. Un antipasto arriva quasi subito con una buona versione di Dinosaur, seppur penalizzata dall’assenza di una seconda chitarra e dalla difficoltà da parte di Hodges nel riproporre la doppia partitura che fu di Bruford e Mastelotto. Gallaher comunque è una macchina da guerra e con il suo basso potente e versatile assicura ai brani in scaletta un impatto notevole. A dire il vero sorprende un po’ la prominenza di cui il buon Mike gode all’interno del mix di sala, cosa che a volte va a discapito della chitarra di Belew, ma si tratta evidentemente di una scelta ponderata e avallata dallo stesso Ade.

Quando sta per scoccare la mezzanotte, ecco l’annuncio tanto atteso: “Spero che vi siate divertiti con il nostro piccolo trio. Adesso vorrei farvi ascoltare qualche brano di un gruppo con cui a volte mi capita di suonare”. Tripudio generale, e pubblico in delirio per una sequenza che ci regala tre perle come Frame by Frame, Three of a Perfect Pair e (come bis) una rabbiosa Thela Hun Ginjeet. Sono versioni in parte destrutturate, vicine come approccio a quelle dei brani dei Genesis riproposti da Steve Hackett in Genesis Revisited: il cuore pulsante dei pezzi rimane intatto, magnificato dalla carica della performance del trio, mentre l’impianto è ridisegnato attraverso cambi di tempo, digressioni strumentali e variazioni che mettono in evidenza la grande versatilità dei musicisti. Un’ora e un quarto di concerto e Ade scompare dietro le quinte, ma il pubblico è ugualmente felice, inebriato da un finale pirotecnico e pulsante. Ora tocca a Tony Levin e poi, a giugno, sarà la volta di Mr. Fripp in persona. In attesa del ritorno del Re (Cremisi).

Paolo Carnelli


Link:

Adrian Belew - http://www.adrianbelew.net/
Foto e video della serata - http://www.stazionebirra.it/below.htm