ACUSTICA/MENTE
2004 - Prima rassegna di musica acustica - Grottaminarda (AV), 27 agosto
2004 Tony Pagliuca è una persona splendida: umile, solare, disponibile con chiunque nella piazza. È grande la sua tenacia: il 2004 è stato anche il suo anno. Tony si è rimesso in gioco per tornare in pista e lui stesso ironizza sulla difficoltà per un “vecchietto” di rientrare in un certo circuito. Ha avuto coraggio anche questa sera, anche se ha tentato l’esecuzione - in prima assoluta - di alcuni brani troppo dispersivi. Un medley al piano elettrico tratto da Venerdì (il disco delle Orme del 1982), un brano per organo a canne, una folk song dedicata alle sue origini abruzzesi, persino una poesia di Elio Pecora cantata alla chitarra. Un’esibizione rischiosa: è stato lo stesso coraggio che segnò il proverbiale pionierismo delle Orme. Sicuramente Tony è più a suo agio con un gruppo: lo ha dimostrato con Massimo Donà, con i Malaavia, anche con il Notturno Concertante, con il quale ha esibito - in un caldo finale, ideale toccasana contro il freddo della serata - un gradito medley delle Orme, per l’occasione rivisitato secondo l’ottica folk/prog del Notturno. |
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Per un Pagliuca che non ha convinto fino in fondo, un gruppo che ha vinto. La posta in palio era alta: 20 anni di carriera, un ritorno al sound delle origini, quelle “preistoriche” (ancor prima del disco d’esordio The Hiding Place, 1990), con due chitarre, lo studio accademico in testa e Anthony Phillips nel cuore. Il Notturno Concertante era lì, nella piazza dove nacque, 20 anni prima, con quel sound che ha inseguito per anni, con il suo sogno divenuto realtà: suonare faccia a faccia con Grottaminarda, rielaborando l’amore/odio per il proprio paese. “Ci siamo anche noi”: 20 anni sono un bel biglietto da visita, ma l’esibizione del gruppo è stata davvero eccellente. Il Notturno - con formazione rinnovata e promettente - ha coinvolto il pubblico con un suono mai così corposo e speziato. Brani vecchi e nuovi si rincorrevano come in una danza: folk, rock, romanticismo e verde Irlanda, mediterraneo e new age, Irpinia e respiro internazionale, con qualche arrangiamento prossimo al jazz. Una nuova via allo spirito progressivo: non cercate altrove. Parlavamo di stupore: Marcello Vento ci aveva avvertiti: <<faccio nà cosa strana, un’evoluzione dall’animale all’uomo con le percussioni, io ho studiato mimica, poi ve faccio vedè…>>. Era davvero atteso: le luci si rincorrevano nella piazza, un vento primordiale aleggiava mettendo i brividi agli spettatori. Vento è arrivato così, all’improvviso, strisciando lentamente: uomo-serpente con il guscio da tartaruga e una cresta infuocata, baffi verdi, occhi di brace e uno sguardo davvero poco umano. Si avvicina al palco sibilando parole incomprensibili, con occhiate minacciose. Reazioni incontrollate. Ma era prevedibile, è l’animale, simbolo dell’irrazionalità, del subconscio e delle potenze istintive anche nei Tarocchi, sprigiona un magnetismo incontrollato e il pubblico reagisce con altrettanto istinto: qualcuno ride, i bambini rabbrividiscono, la piazza si riempie di curiosi, tutti gli si fanno attorno. Vento utilizza un singolare parco-percussioni, mima movenze che risvegliano i ricordi più lontani di ogni spettatore, scende tra il pubblico e fa reggere il suo darabuka a un malcapitato Mario Giammetti (direttore di “Dusk”). Trilok Gurtu e Nanà Vasconcelos non hanno mai fatto nulla di così nuovo, espressivo, provocatorio. Un’esibizione davvero gradita, da non perdere. E il pubblico? Piazza piena e tanta curiosità. Ripensate alcune impostazioni e rivista la logica dell’organizzazione ci sono tutte le carte in regola per bissare l’anno prossimo. |
| Link: Notturno Concertante - http://www.notturnoconcertante.it Luciano Bruno - http://www.lucianobruno.it/ Tony Pagliuca - http://www.tonypagliuca.it Marcello Vento – http://www.jennysorrenti.it |