Asia a Roma, Stazione Birra - 27/02/2005

Un altro piccolo pezzo di storia della musica prog si aggiunge ad un complesso mosaico che ritroverà a giugno, con il ritorno a Roma dei riuniti Van der Graaf Generator, una delle sue tessere più preziose. Gli Asia di Geoff Downes e del fido compagno di avventura John Payne (ormai da tredici anni saldamente dietro al microfono) sono come un bel film d’azione: per quanto possa essere scontata la trama, un paio d’ore di emozioni sono comunque assicurate, e si torna sempre a casa soddisfatti. Il gruppo è reduce dalla sua ultima fatica discografica, quel Silent Nation che rompe per la prima volta il cliché della “doppia A” (“l’unico titolo che ci era venuto in mente – confesserà scherzando John Payne durante il concerto – è stato Asma, ma non ci è sembrata una scelta felice”) e sancisce l’approdo della band sotto l’egida della teutonica Inside Out. Sul palco la compattezza del gruppo si vede e si sente: dall’iniziale tour de force di Wildest Dreams, passando per le convincenti Silent Nation e Long Way from Home. Ed è proprio questa giustapposizione tra i tanti brani provenienti dal fortunato debut album del 1982 (Heat of the Moment, Sole Survivor, una potentissima Here Comes the Feeling, Cutting it Fine con annesso keyboard solo e immancabile citazione di Video Killed the Radio Star) e quelli dell’ultimo lavoro, peraltro ampiamente annunciata prima dell’inizio della tournée dallo stesso Downes, a costituire il filo conduttore di tutto il concerto. Saldamente guidati dal drumming metronomico del veterano Chris Slade (ex AC/DC) e ben coadiuvati dalla chitarra spumeggiante di Guthrie Govan, Downes e Payne snocciolano le gemme del repertorio in un “greatest hits live” di indubbio impatto.


Geoff Downes a Roma (foto Carlo Carnelli)

Interessante e gradevole anche la lunga parentesi acustica, evidente retaggio della recente mini tournée americana, con Payne perfettamente a suo agio dietro la sei corde. Apice annunciato, la presenza in veste di ospite di Carl Palmer in chiusura di concerto: Only time will Tell e Heat of the Moment, suonate con il sorriso sulle labbra, concludono trionfalmente una serata che era già iniziata nel migliore dei modi grazia alla maiuscola prestazione dei Metamorfosi. Come era già accaduto a La Spezia quest’estate, il gruppo di Olivieri e Spitaleri ha dimostrato di essere in grado di affrontare qualsiasi imprevisto con carattere e professionalità: relegati in uno spicchio di palco e costretti a un soundcheck a dir poco frettoloso, i quattro musicisti hanno impostato la loro performance sulla veemenza rock di molti passaggi. Notevole la prestazione vocale di Jimmy Spitaleri, come al solito front man carismatico del gruppo. E ancora una volta l’invettiva “Sia dannata” ha raggelato il sangue dei tanti presenti…

Paolo Carnelli


Asia a Roma (foto Carlo Carnelli)

Link:
Progressivamente - http://www.progressivamente.info/
Metamorfosi - http://www.metamorfosi.org/
ASIA - www.asiaworld.org