È sempre un grande piacere quello di scoprire in ambito prog proposte
nuove di un certo interesse; in questo senso gli svedesi Pocketful,
di fatto una filiazione dei Masque,
rappresentano una delle sorprese più belle di questo 2005: undici
brani e cinquanta minuti di elegante crossover tra prog nordico, tentazioni
anni ottanta e suggestioni post rock. Se la vena malinconica
dell’iniziale Deep down inside,
fender Rhodes e chitarra elettrica appena distorta in primo piano, richiama
alla mente le migliori cose dei Landberk,
la title track e la successiva Behind Thoughts
ci spiazzano con il loro feeling elettronico a cavallo tra Tears
for Fears e Depeche Mode.
Ma è questa la chiave vincente del disco: si capisce quando i Marillion
dell’era Hogarth fanno pesantemente capolino tra le note di Every
Door (Angelina docet) e Where
is God?
Ci siamo dimenticati di dire che il gruppo è in realtà composto
da soli due elementi, Johan Engstrom
(chitarre) e Jerker Rellmark
(voce, tastiere e corno), pur coadiuvati da un gruppo di ottimi musicisti,
tra cui spiccano il batterista Lars Kallfelt
e una schiera di valide backing vocalist. Intanto arriva
una cover di Before the bullfight
di David Sylvian a condurci
con i suoi toni soffusi verso il capolavoro finale: quella Don’t
know much che con la tromba inattesa di Jan
Rellmark ci riporta in terra Tuxedomoon.
Davvero un bel disco, da assaporare senza fretta attraverso ascolti ripetuti
e diluiti.
Paolo Carnelli
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