ALESSANDRO MONTI
Unfolk
Diplodisc 2006
Durata: 58'10''
C’è un sapore antico eppure moderno in questo Unfolk
del veneziano Alessandro Monti.
Mandolini, chitarre acustiche, violino, tabla, strumenti etnici tipici
della tradizione indiana e mediorientale, sono approcciati e organizzati
con rispetto, utilizzando con discrezione le tecniche del loop e del
multilayering: «musica folk non ortodossa», come recita
la presentazione dell’album. Sequenze ipnotiche, raga, mantra
che si dipanano talvolta anche per più di dieci minuti, guidati
dal mandolino di Monti – ispirato dai lavori di John
Paul Jones – su cui si innestano i contributi
degli altri musicisti: Marco Giaccaria
(violino e fiati), Bebo Baldan
(percussioni) e il celebre chitarrista elettrico Alex
Masi, vecchio amico d’infanzia del musicista veneto.
Lungo gli undici brani che compongono il cd, l’ascolto scorre
morbido, disegnando un percorso ideale che se da un lato ci riporta
ad esperienze passate, come quelle di Incredibile
String Band, Mauro
Pagani, Comus,
Penguin Cafe Orchestra,
i primi Indaco, dall’altro
ci proietta verso una dimensione sonora nuova e attuale, perché
avulsa dal fattore temporale. La confezione cartonata, illustrata con
una splendida opera dell’artista Alberto
Martini (1920), è un ulteriore elemento che testimonia
la cura e l’attenzione con cui è stato realizzato questo
lavoro. Sarà anche per la comunanza geografica, ma il caffè
Florian non è poi così lontano…