HAMSTER THEATRE
The Public Execution of Mister Personality/Quasi Day Room Live
Cuneiform 2006
2 CD




Sebbene stemperato nel tempo, continua il copioso raccolto di quei semi “RIO” che Fred Frith fece attecchire qualche decennio fa nel Nord America. Il morbo si diffuse, dapprima, in Canada con Muffins e Miriodor (per non parlare della scena “Ambiances Magnetiques” legata ai nomi quali Jean Derome e Renè Lussier) per poi dilagare negli States grazie, per esempio, alle collaborazioni del polistrumentista di Cambridge con Curlew, (North America del 1985) e con il compianto violoncellista Tom Cora (Skeleton Crew – cfr. WS 7/06). Da qui il dipanarsi di un fitto reticolo di progetti (Thinking Plague) e collaborazioni varie, molte delle quali legate al nome del poliedrico Bob Drake. Hamster Theatre (quintetto costituito da Mark Harris ai fiati, Mike Johnson alla chitarra – entrambi appartenenti anche ai già citati Thinking Plague – Raoul Rossiter alle percussioni, Jon Stubbs al trombone e alle tastiere, Dave Willey alla fisarmonica, chitarra e tastiere) ne rappresenta, senza dubbio, uno dei frutti più interessanti. Gli Hamster confermano, con questa quarta uscita dopo ben cinque anni di assoluto silenzio, una notevole maturità. Un succoso doppio cd, in perfetto stile Cuneiform, che al nuovo materiale di studio (The Oublic Execution of Mister Personality) abbina l‘ottimo live Quasi Day Room: Live at the Moore Theatre.

Musica che odora di espressionismo drammaturgico, finemente intessuta di molte influenze che sanno fondersi in modo suggestivo e per niente forzato: in primo piano la (pressochè) onnipresente fisarmonica di Dave Willey a dare un tocco molto mittleuropeo fin dall’iniziale Race Against Time, per poi colorarsi di timbriche tipicamente “proto-Henry Cow” nell’affascinante dissonanza di 162. L’occidente colto viene anche evocato dalla post-impressionista We Unearth The Lost Book of Mister Personality, poi imbrattata da rapide scariche elettriche provenienti dalla chitarra del fosforico Mike Johnson. Molto fascinosa l’obliqua giocosità di Reddy 4 Luv, così come il malmostoso camerismo di Love Theme from “All Clytennestra On The Western Front”, splendidamente condotto in un’atmosfera rarefatta, ricamata da fiati figli del novecento viennese, così come il minimalismo acquerellato di Litost e la drammatica oniricità de The Fairytale In Reverse. Il già citato live (registrato al Progman Cometh festival nell’agosto 2002) offre una sorta di excursus nella passata produzione della band fornendo (semmai ce ne fosse stato bisogno) limpidi e inequivocabili indizi sulle capacità tecnico-esecutive dei suoi componenti. Musica che rimane complessa, quella degli Hamster, anche nell‘immediatezza del concerto, fedele testimone di una tensione creativa che, ci auguriamo, possa continuare a lungo.

Vincenzo Giorgio

Per maggiori informazioni: www.cuneiformrecords.com - www.generalrubric.com/hamster/main.html
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