Praeludium:
in arrivo l'album d'esordio per
la band romana
Coinvolto da amici, mi ero recato al 360°
di Roma
in un’afosa serata di Maggio con la convinzione di stare per assistere
all’esibizione della solita, magari anche buona, per carità,
cover band di classici prog degli anni ’70. “Poco male”-
penso - “sarà un’opportunità per rilassarsi
ascoltando buona musica” e, “Jack e Coca” alla mano,
mi metto comodo comodo vicino al bancone in attesa che il concerto inizi.
Ma bastano le prime note di un sound potente e compatto ad attrarmi irresistibilmente
verso il palco, e ad instillare nella mia testa l’idea di avere
a che fare con qualcosa di ben più interessante del previsto. Suonano
insieme da quasi dieci anni, i Praeludium,
e si vede: sono decisamente affiatati. Ma da dove diavolo esce quella
voce così tagliente e decisa? Ci metto circa un quarto d’ora
(sapete, il caldo estivo non aiuta!) a capire che è il batterista
Rozan Zamputti a sobbarcarsi
l’onere delle parti vocali, e lo fa con estrema convinzione e perizia.
Certo, si potrebbe ancora lavorare sull’espressività, ma
impatto ed estensione non mancano di certo e si può tranquillamente
affermare di trovarsi di fronte a un cantante vero e proprio e non –
pratica tristemente comune in ambito prog, specie tra i gruppi emergenti
– a un musicista improvvisatosi vocalist dall’oggi al domani.
Un incidente di percorso – si spezza una corda del basso –
rischia di minare il divertimento, ma è l’occasione per “agganciare”
il tastierista Giuliano Frammartino.
Scopriamo di avere molti gusti in comune (il cinema di genere degli anni
’70, il Balletto di Bronzo…) e ci ripromettiamo di sentirci
presto. Nel frattempo, il problema è stato ingegnosamente aggirato
sostituendo alla corda mancante un mi cantino per chitarra adeguatamente
scordato, e la festa può riprendere. E sono proprio le note di
E’ Festa della PFM,
eseguita con grande fedeltà all'originale, ad introdurci alla seconda
parte del concerto, basata su convincenti pezzi inediti, per il giudizio
approfondito dei quali aspettiamo la pubblicazione su CD, ormai imminente.
A chiudere, una strepitosa versione di Highway
star dei Deep Purple,
praticamente identica all’originale, acuti compresi! Insomma, complessivamente
un combo di grande potenziale, degno di approfondimento, che meriterebbe
i mezzi più adeguati per esprimersi al meglio. In attesa di una
registrazione, cercateli live!
Andrea
Guglielmino |