MUSICA PARTENOPEA MEDITERRANEA
Intervista con Pierluigi Calderoni e Rodolfo Maltese - Parte prima: Indaco
a cura di Paolo Carnelli

Abbiamo incontrato Pierluigi Calderoni e Rodolfo Maltese qualche mese fa in occasione del concerto di presentazione del nuovo album dei Graal, Realm of Fantasy, con cui i due musicisti hanno diviso il palco reinterpretando alcuni classici dei Led Zeppelin e di Jimi Hendrix. Inevitabile chiedere qualche notizia sullo stato del progetto Indaco, con cui i due artisti saranno in concerto alla Stazione Birra di Roma il 30 settembre.

[Wonderous Stories] Partiamo dagli Indaco: l’ultimo lavoro di studio, Terramaris, è sembrato aprire se non un momento di crisi, perlomeno una parentesi di riflessione all’interno del gruppo. Solo ora con l’estate sembra che il gruppo abbia nuovamente ripreso a muoversi dal vivo dopo un certo periodo di inattività…

[Pierluigi Calderoni] Effettivamente a livello di vendite Terramaris non è andato come ci si aspettava, anche se tutto sommato il disco è stato pubblicizzato abbastanza bene. Al di là di questo, per me Indaco resta un progetto molto bello perché proveniamo tutti da fonti musicali diverse… a parte ovviamente me e Rodolfo che siamo dei collaboratori da una vita… per cui venendo da fonti diverse si crea quest’amalgama positiva di varie intenzioni che poi convergono tutte all’interno del progetto.

[WS] Come definiresti la musica di Indaco?

[PC] Musica partenopea mediterranea, però con varie cose aggiunte.

[WS] Com’è nata l’idea del progetto?

[PC] È nata da Rodolfo e Mario Pio Mancini, che hanno realizzato un primo album insieme nel 1991, intitolato proprio Indaco. Poi il giro si è allargato e la formazione si è estesa: è entrato Arnaldo Vacca alle percussioni, Carlo Mezzanotte alle tastiere, poi io e poi Luca Barberini al basso. Abbiamo sudato insieme, abbiamo penato, abbiamo lavorato sodo perché volevamo portare avanti un certo discorso che sentivamo ci apparteneva.

[WS] Non vorrei sbagliarmi ma un paio di anni fa per gli Indaco si parlò addirittura di una possibile partecipazione al Festival di S.Remo…

[PC] È vero, ci abbiamo provato e sembrava quasi che potessimo riuscire. Ma sai bene quanto è difficile andare a S.Remo: è un vero e proprio dramma. Devi stare nelle grazie di qualcuno oppure devi tirare fuori tanti di quei soldi… te lo dico chiaramente, tanto come funzionano le cose ormai è di dominio pubblico. Il bello poi è che con i musicisti dell’orchestra che accompagna gli artisti del Festival ci conosciamo tutti quanti, perciò per noi sarebbe stata una specie di rimpatriata. Senza pensare al fatto di poter eseguire i brani di Indaco con l’orchestra, sarebbe stato bellissimo.

[WS] Quali sono i programmi futuri di Indaco?

[Rodolfo Maltese] Posso dirti che abbiamo già ricominciato, oltre che a provare, anche a buttar giù qualche idea da un punto di vista manageriale, perché è una cosa importante quella di capire strategicamente cosa si può fare in un mercato dove mai come ora c’è una crisi proprio del prodotto - disco. Quindi almeno sforzarsi per cercare di favorire questa creatività in vari settori, a partire ovviamente dal settore concerti ed esibizioni live.

[WS] Personalmente reputo Indaco una delle proposte musicali più interessanti degli ultimi anni. C’è qualche rimpianto per come sono andate finora le cose, magari per il fatto di non aver potuto godere della giusta esposizione e promozione…

[RM] C’è sicuramente il rimpianto di non aver trovato le persone giuste, come si dice, al momento giusto, sia dal punto di vista manageriale che soprattutto da quello discografico, visto che la major non si sono mai seriamente interessate a un tipo di musica di questo genere. Sinceramente penso che se fossimo nati in un altro paese avremmo un riscontro non dico mondiale ma almeno europeo.

[WS] Ad esempio Indaco è un progetto che non sfigurerebbe nel catalogo della Real World di Peter Gabriel

[RM] Indubbiamente. Per esempio prendendo come riferimento i dischi anche soltanto per quanto riguarda gli ospiti, già potrebbero essere a livello europeo, probabilmente anche mondiale, senza falsa presunzione.



Rodolfo Maltese sul palco insieme ai Graal (foto Paolo Carnelli)


[WS] Tra le tante collaborazioni che hanno caratterizzato il progetto Indaco, mi ha sempre incuriosito molto quella, bella e fruttuosa, con Mauro Pagani

[RM] Io sono molto fiero di questa cosa perché Mauro lo sono andato a sentire una volta quando Indaco quasi non esisteva… lo sono andato a sentire in un concerto a Roma dove aveva riproposto le vecchie cose dei Carnascialia con Marcello Vento. In quell’occasione gli avevamo ventilato insieme a Mario Pio la possibilità di fare qualcosa in questa nuova formazione. E lui è stato subito molto disponibile, come è quasi sempre, se non fosse perché ha tanti impegni e a volte è costretto a dire di no, ma normalmente è uno molto disponibile e anche una persona cordiale e molto carina. È stato un incontro molto bello, perché anche dopo aver registrato il primo disco di Indaco il rapporto si è mantenuto ed è cresciuto, tanto che abbiamo fatto anche altre cose insieme nell’ambito di altri progetti, sempre con grande feeling reciproco.

[WS] È giusto dire che c’è una sorta di cameratismo tra voi e Mauro, dovuto al fatto di essere stati parte di due tra i più importanti gruppi prog italiani degli anni ’70?

[RM] Indubbiamente. Ma a parte questo, io credo che Mauro sia valido soprattutto come persona, perché ha tirato fuori delle cose di quel periodo che non si potevano dire, e questo mi ha fatto molto piacere, anche perché all’epoca eravamo i due gruppi considerati rivali. Invece lui ha tirato fuori delle cose a conferma di quello che noi del Banco avevamo pensato. Ma siccome questo fa parte di un’altra storia, non la diciamo qui. Magari spiegheremo tutto quando scriveremo la nostra biografia… (ride). Comunque Mauro mi ha confermato delle cose e questo mi ha fatto oltremodo piacere perché in questo modo si è aperto completamente.

[WS] Insomma, c’è sempre la convinzione nel portare avanti il discorso Indaco?

[RM] Sì, certo. Però bisogna avere anche dei riscontri, altrimenti la convinzione da sola non basta.

[PC] La fucina funziona, voglio dire: il progetto c’è. È una cosa a cui teniamo e che vogliamo portare avanti.

[RM] Poi adesso sono state messe in moto delle cose, come ti dicevo, a livello manageriale sia per quanto riguarda una serie di appuntamenti live, sia per quanto riguarda l’aspetto discografico con un nuovo disco e una compilation che è in fase di stampa, quindi c’è sicuramente la volontà di rilanciare il gruppo.

(fine prima parte - grazie a Giulio Eusebi e Daniela Bellora)

Paolo Carnelli

Per maggiori informazioni: www.alfamusic.com/etichettaartisti_indaco.htm

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