TIC & JAZZ - Roma, Giardini di
Castel S.Angelo 17/07/2007
Tic & Jazz è
l’incontro tra le parole dei racconti contenuti in Tic
di Emanuele Kraushaar
e la musica jazz. A dare voce ai racconti è l’attore
Massimo Onesti, già
protagonista di esperimenti di parolemusica in passato;
le sonorità jazz sono invece appannaggio del pianista
Ivan Vicari, più noto al pubblico per la
sua straordinaria preparazione sull’organo Hammond. Tic &
Jazz è dunque inevitabilmente l’incontro/scontro tra
Onesti e Vicari, entrambi artisti dotati di grande spessore e personalità.
La loro scelta (consapevole) è quella di affidarsi per larghi
tratti all’improvvisazione: così il pianoforte di Vicari
si muove inquieto lungo sentieri spesso tortuosi, convulsi, quasi
intasati di note, mentre le parole di Onesti scorrono dritte nella
loro ordinarietà, al servizio di storie ordinarie. Come la
penna di Kraushaar ha la capacità di donare a ogni storia
del suo libro un che di anomalo e straordinario, così l’unione
tra musica e parole di Tic & Jazz ha il dono di trasportare
l’ascoltatore ad un livello di percezione superiore. Il pubblico
è cullato dalla musica e avvinto dalle parole e dalle storie,
in cui si tuffa con un pizzico di voyeuristica morbosità.
Perché il filo conduttore dello spettacolo è soprattutto
l’eros, inteso come ferita della propria personalità,
comportamento spesso meccanico e inconsapevole, incontrollabile,
primordiale. La malinconia dolorosa di Poco
più di mezzora, il turbinio di emozioni
di Non c’è,
il grottesco dadaismo di Elefante,
emergono dalle pagine di Tic con rinnovato vigore.
Sul palco dei Giardini di Castel S.Angelo, Onesti e Vicari esercitano
un’intesa quasi telepatica: recitano insieme e poi scompaiono
nella notte, mentre le storie di Kraushaar continuano a girarci
in testa, e ci accompagnano lungo la strada verso casa.
Paolo Carnelli
http://www.emanuelek.it/
Setlist:
Vicino al letto, Portami al mare, Elefante, La Qualità della
vita, La prima volta, Non ci lasceremo mai, Un'infinità di
problemi, Il cinecontorsionista, Poco più di mezz'ora, Proprio
davanti al mio posto, Non c'è, Come dei fessi a fissare,
Tutte le suore guidano macchine bianche.
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