Indaco: Roma, Auditorium - 28/01/2006

Tanti auguri Indaco. Candeline multicolore, zucchero di canna, cioccolato allo zenzero… il decennale di un gruppo interculturale e panetnico come quello capitanato da Rodolfo Maltese e Mario Pio Mancini non poteva che essere una festa di suoni e colori, un ritrovo di amici e collaboratori di vecchia e nuova data che sono andati via via componendo sul palco dell’Auditorium di Roma quella che con i suoi dieci elementi si sarebbe potuta definire a pieno titolo “Indaco Mediterannean Ensemble”. Due ore di emozioni scandite dalla fantasia ritmica e percussiva di Pierluigi Calderoni e Massimo Carrano (il Dio pagano), sostenuta con precisione ed eleganza dal basso caldo di Luca Barberini. Due ore di sorprese e contaminazioni, grazie alla presenza di tanti ospiti, a partire dal prezioso polistrumentismo etnomusicale di Raffaello Simeoni (Novalia), passando per il vibrafono magico di Andrea Biondi (Orchestra di Luigi Cinque), fino al clarinetto ispirato di Alessandro Papotto (Periferia del Mondo, Banco, Samadhi) e alla chitarra raffinata di Massimo Alviti (Samadhi). Ma le emozioni più grandi sono venute dall’ambito vocale, grazie alla presenza di tre “superstar” del calibro di Raiz (ex Almanegretta), Rosie Wiederkehr (Agricantus) e Francesco Di Giacomo (Banco). Se da sempre è una caratteristica della band, quella di far sentire a casa chiunque decida di fare visita all’emisfero Indaco, specialmente chi prende posto dietro il microfono, in questo caso l’interazione del gruppo con la vocalità prorompente e colorata di Rosie Wiederkehr ha rappresentato forse qualcosa di più, forse addirittura un’indicazione su quelli che potrebbero essere i tracciati del sound dell’Indaco dei prossimi anni. Il bis, a sorpresa, è una riproposizione di Canto di primavera del Banco: un modo per dimostrare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come il rock progressivo italiano degli anni settanta abbia potuto contare su interpreti capaci di recepire non solo la lezione che arrivava dall’Inghilterra, ma anche stimoli ed elementi propri del patrimonio culturale e musicale indigeno. La serata si chiude con un festoso “tanti auguri”, intonato dal pubblico e orchestrato da un direttore d’eccezione: Francesco Di Giacomo. Per chi ancora non conosce Indaco, la nuova compilation con inediti Porte d’Oriente rappresenta sicuramente un buon punto di partenza.

Setlist:
Kundalini
Andalusiana (con R. Simeoni)
Ascea (con R. Simeoni)
Puja (con A. Biondi)
Amorgos
Massimo Carrano solo voce e percussioni
Teatro do mar (con Raiz)
Il volo del gabbiano (con A. Papotto e M. Alviti)
Mediterraneo (con R. Simeoni)
Norwegian Wood (con R. Wiederkehr, R. Simeoni, M. Alviti)
Soneanima (con R. Wiederkehr, F. Di Giacomo)
Nel tempo (con F. Di Giacomo)
Tharros (con F. Di Giacomo)

Canto di primavera (con F. Di Giacomo)
Su Nuraghe (con R. Wiederkehr, Raiz)

Paolo Carnelli

 

Saluti finali con Rodolfo Maltese (a destra) e tutti i musicisti sul palco (foto Paolo Carnelli)

 

Link:
Leggi l'intervista di Paolo Carnelli a Rodolfo Maltese e Pierluigi Calderoni http://www.wonderoustories.it/Online/INT_Indaco_PC.htm