Hatfield
and the North a Roma, Stazione Birra - 24/03/2006
Alla fine è andato tutto bene. Dopo che nella giornata precedente
a quella del concerto si era sparsa addirittura la voce di un annullamento
della data romana, Richard Sinclair
e soci alle 23 sono saliti sul palco e hanno regalato al numeroso pubblico
presente due ore e mezza di puro Canterbury sound. Una prestazione in
crescendo, quella dei quattro musicisti, inizialmente ancora un po’
sottosopra per il volo che li ha portati direttamente dal Messico, Baja
Prog Festival, alla Stazione Birra; ne è stata palese testimonianza
la simpatica scenetta iniziale, che ha visto sul palco un Sinclair pronto
a iniziare guardarsi intorno alla ricerca dei compagni evidentemente attardatisi
nei camerini: dopo qualche timido tentativo di guadagnare tempo attraverso
il dialogo con il pubblico («vengo sempre molto volentieri in Italia,
anzi, la mia intenzione è proprio quella di trasferirmi qui da
voi, in Puglia») e tutte le accordature e ri-accordature di rito
del suo strumento, Richard alla fine ha deciso di scendere dallo stage
e mettersi seduto in mezzo al pubblico in attesa che gli altri musicisti
facessero capolino da dietro le quinte.
Con l’arrivo di Phil Miller,
Pip Pyle e Alex
Maguire e la risalita di Sinclair, 3/4 della formazione
originale degli Hatfield si è così materializzata sul palco
e il concerto ha avuto inizio. Si potrebbe stare a discutere per ore di
quanto quel quarto mancante, ovvero le tastiere di Dave
Stewart, incida sul peso specifico della performance degli
Hatfield attuali: certo Maguire non ha demeritato, ma il suo stile nevrotico
e l’utilizzo di suoni esclusivamente sintetici (una Korg Triton
programmata a quanto pare dallo stesso Stewart) a volte è andato
un po’ a cozzare con le atmosfere morbide che caratterizzano da
sempre il sound della band. Tra brani vecchi (Share
It, Calyx) e altri più
recenti, una menzione particolare la merita la toccante nenia in memoria
del compianto Elton Dean,
scritta proprio da Maguire e cantata con una sensibilità wyattana
da un Sinclair particolarmente commosso e ispirato.
La serata si era aperta bene con l’esibizione dei Capolinea
(www.capolineaweb.it),
scattante quartetto jazz rock capitanato dall’ex bassista del Balletto
di Bronzo Alessandro Corsi:
tra serrati riff funkeggianti e inserti noise a cura dell’ottimo
sassofonista Genzo Okabe,
la band si è dimostrata all’altezza della situazione ottenendo
buoni consensi tra il pubblico. Ricordiamo che nel 2004 i Capolinea hanno
dato alle stampe il debut album Vietatoparlare
(recensito su WS 25) per l’etichetta Millenium Music.
Paolo
Carnelli |