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Le Woodstock d’Italia... Da Caracalla al Parco Lambro
a cura di Paolo Ansali

All’inizio c’erano Monterey, Woodstock e l’Isola di Wight. Qualcuno allora si è detto “Perché non organizzare un mega raduno rock anche in Italia, dove la musica giovanile non trova spazio adeguato?”. Detto e fatto. Il Pop Festival vede la luce ufficialmente con il Festival di Caracalla nel 1970 grazie all’opera fondamentale di Pino Tuccimei, Giovanni Cipriani e il mitico e compianto Eddie Ponti, vero Pippo Baudo del prog italiano. Secondo le cronache dell’epoca l’atmosfera tra il pubblico è elettrizzante mentre dietro le quinte nascono amicizie preziose (Stefano D’Orazio de Il Punto incontra i Pooh, i fratelli Nocenzi conosco i ragazzi delle Esperienze...). Tra il 1971 e il 1972 spuntano in tutta Italia raduni grandi e piccoli che abbiamo riportato dividendoli in regioni, citando solo gli eventi maggiori. L’apice è a Villa Pamphili e al Festival della Musica D’Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio. Poi comincia un netto calo. Scoppia il boom dei cantautori che avevano esordito proprio durante quei Festival portando timidamente le loro chitarre acustiche tra una suite e l’altra. Al Parco Lambro si resiste sino al 1976. L’ultimo raduno, il più triste, è quello all’Arena Civica di Milano il 14 giugno del 1979. Quel giorno, nato per aiutare Demetrio Stratos nelle costose cure mediche, si trasforma nell’addio doloroso al pop italiano degli anni settanta.

CENTRO ITALIA

I Festival Pop di Caracalla (10/11 ottobre 1970)
Un evento storico nato grazie alla volontà di tre personaggi che avrebbero dato vita ai successivi Festival capitolini: Pino Tuccimei (direttore artistico), Giovanni Cipriani (organizzatore) e il compianto Eddie Ponti, trascinante presentatore. Alcuni immagini compaiono nel film Terzo Canale-Avventura a Montecarlo, interpretato dai Trip, primo e unico filmato dedicato al pop italiano. Nel finale della pellicola il quartetto esegue tra le rovine monumentali di Caracalla la splendida Fantasia. Gli altri protagonisti erano New Trolls, Primitives, Sopworth Camel, Pooh, Four Kents. Ricorda Eddie Ponti: “Quando nacque alle Terme di Caracalla il 10 ottobre del 1970, il pop italiano vide la luce tra una marea di giovani festanti che, come i pastori di Betlemme, venivano ad osannarlo sotto quel camion con rimorchio che fungeva da palcoscenico e da mangiatoia. La fata discografica, non invitata, giurò di vendicarsi e si mise pazientemente ad attendere l’occasione”. Tra i nomi poco noti si misero in luce Le Esperienze, ovvero Francesco Di Giacomo, Pierluigi Calderoni, Renato D’Angelo e Nicola Agrimi.

II Festival di Caracalla (6/7 Maggio 1971)
Preceduto da due serate al Kilt Club organizzate da Ciao 2001 il secondo festival di Caracalla confermò alcune band dell’anno precedente tra cui Panna Fredda, Le Esperienze, Fiori Di Campo, Il Ritratto di Dorian Gray, Il Punto, Free Love. Il gruppo-rivelazione furono indubbiamente gli Osanna che lasciarono il segno sia per la musica che per il trucco accostato a quello degli “indiani metropolitani”.

Controcanzonissima
Nel 1971 il settimanale Ciao 2001 indice un referendum tra i lettori, denominato Controcanzonissima, per segnalare i miglior musicisti italiani del periodo. Escono vincitori Trip, Delirium, Osanna, New Trolls, Le Orme, Premiata Forneria Marconi, Claudio Rocchi e Francesco Guccini. Il 28 gennaio 1972 le sei formazioni e i due cantautori si esibiscono in una maratona musicale di nove ore al Piper Club di Via Tagliamento a Roma. Visto il grande successo l’anno seguente sono due le serate il 14 (Balletto di Bronzo, Reale Accademia di Musica, Quella Vecchia Locanda, Rovescio della Medaglia e Osanna) e il 15 febbraio (PFM, Garybaldi, BMS, Trip, Circus 2000) del 1973.

Villa Pamphili 1972
Il trionfo. Secondo Fabrizio Zampa de “Il Messaggero” furono almeno centomila gli spettatori che arrivarono nella verde vallata del parco romano tra il 25 e il 27 maggio. La scaletta era davvero imperdibile. Non mancavano i big (Banco del Mutuo Soccorso, Trip, Osanna, Garybaldi), i gruppi migliori della scena romana scelti da Tuccimei (Quella Vecchia Locanda, Fholks, Il Punto, RRR, Blue Morning, Cammello Buck e la rivelazione dei Semiramis) e ospiti di pregio come Van Der Graaf Generator, Hawkwind, Hookfoot, il tutto al prezzo di trecento lire (a parziale rimborso delle spese di organizzazione). Simbolo di quei giorni il carrarmato “floreale” dei Trip parcheggiato nel prato. Non mancarono alcune polemiche soprattutto da parte dell’Osservatore Romano (che definì il pubblico “agglomerato di ambigue carovane di ragazzi e ragazze”) e di diversi cittadini esasperati dal traffico e dal rumore. Più sottotono l’edizione di Villa Pamphili del 1974 (Il Volo, Perigeo, Albero Motore, Stradaperta, Quella Vecchia Locanda, Kaleidon) ospiti Soft Machine e Stomu Yamash’ta. Nell’area romana altre kermesse da segnalare sono quelle di Nettuno del 1973 (tra gli altri suonarono Osanna, Saint Just e Toto Torquati) e di Carpineto Romano del 1974.

I Festival della Musica D’Avanguardia e Nuove Tendenze
(27 maggio/2 giugno 1971)

Organizzato da Massimo Bernardi, promoter del Titan Club di Roma e del tour italiano di Jimi Hendrix, i concerti erano situati in una pineta sulla Riviera della Versilia a Viareggio con tanto di tendopoli definita “Pop City”. Si trattava di una vera e propria gara ad eliminatorie e la vincita consisteva in un ambito contratto discografico. Eliminati pezzi da novanta come Rovescio della Medaglia, Alluminogeni, Latte e Miele, Flea On The Honey, Delirium vinsero Osanna, Mia Martini e la Premiata Forneria Marconi che presentava la versione originale de La Carrozza di Hans lunga quasi dieci minuti. Purtroppo la premiazione fu funestata da un grave incidente. Dietro le quinte un presunto accordo tra giornalisti e discografici fece infuriare Joe Vescovi che urlò nel microfono “Io sono un hippy come voi e vi dico che siete stati ingannati da questi sporchi capitalisti!” scatenando il caos generale.

II Festival della Musica D’avanguardia e Nuove Tendenze
Si svolse a Roma allo Stadio del Tennis del Foro Italico nel giugno del 1972 presentato da Teo Teocoli e Penny Brown, entrambi nel cast della versione italiana di Hair. La scaletta prevedeva Osanna, Banco del Mutuo Soccorso, Balletto di Bronzo, Jumbo, Rocky’s Filj, Stormy Six e il debutto live di Alan Sorrenti che già divideva il pubblico pur eseguendo in anteprima Aria.

Nelle Marche vanno ricordate le due edizioni del Festival di Gualdo nel maceratese nel 1972 (dove suonarono nomi importanti come Formula 3, Le Orme, Osanna, Teoremi e Fholks) poi spostata a Civitanova Marche.

NORD ITALIA

Re Nudo Pop Festival
Tra le più originali manifestazioni di quel periodo si segnalano i free-festival di Re Nudo nati per volontà dell’omonima rivista diretta da Andrea e Marina Valcarenghi. Il mix di musica e politica esordì nel settembre del 1971 sul prato di Ballabio, vicino Lecco. Raggiungibile solo dopo un lungo cammino sul luogo, malgrado le previsioni, arrivarono circa diecimila persone. Ospiti d’eccezione Claudio Rocchi e i Garybaldi. La seconda edizione si svolse nel pavese a Zerbo (sottotitolo “due giorni di comunismo”), lungo le rive del Ticino e infine alle Alpi del Viceré vicino Erba (nel cast Battiato, Dedalus, Claudio Fucci, Yu Kung), dove la giunta comunale negò gli allacci per l’energia elettrica. A partire dal 1974, per altre tre edizioni, la sede è spostata al Parco Lambro di Milano con il noto Festival del Proletariato Giovanile. Ad aprire quell’anno c’è la PFM in procinto di partire per lo storico tour negli States. L’evento nel corso degli anni diventa sempre più politicizzato con la presenza del Partito Radicale e di Lotta Continua. Al Parco Lambro si ricordano le storiche esibizioni degli Area (gruppo preferito dai lettori di “Re Nudo”) e quelle della crema del rock milanese rappresentato da Eugenio Finardi e Alberto Camerini, entrambi ex componenti de Il Pacco. Interessante il Davoli Pop al Palasport di Reggio Emila, che esordisce nel 1972 con alcune band dell’area ligure (Delirium, New Trolls, Latte e Miele e Il Sistema, nucleo primordiale del Museo Rosenbach e dei Celeste). Una seconda edizione del 1973 prevedeva Banco del Mutuo Soccorso, Balletto di Bronzo, Alphataurus, New Trolls Atomic System e De De Lind.

SUD ITALIA

Palermo Pop
Definito sul cartellone “Sicilian International Folk Rock Jazz Festival” venne organizzato dal promoter italoamericano Joe Napoli in tre edizioni dal 1970 al 1972, regalando quell’anno la kermesse più nota (la campagna stampa includeva tra i possibili partecipanti anche Lucio Battisti). Tra i gruppi presenti nel 72 si segnala l’esordio dei Cervello di Corrado Rustici e Gianluigi Di Franco, la Raccomandata Ricevuta di Ritorno e i Maya il cui unico singolo Salomon (scritto da Giorgio D’Adamo dei New Trolls) diventa in quei giorni un piccolo inno. Purtroppo una dura contestazione durante l’esibizione dei Mungo Jerry rovinò la gioiosa atmosfera musicale.

Be-In di Napoli
Situato al Villaggio Kennedy di Camaldoli (19/20/21 giugno 1973) il concerto è unico perché nato dalla volontà degli artisti stessi, in questo caso gli Osanna. Trentasei ore di musica con il meglio della scena partenopea del periodo oltre a Biglietto per l’Inferno, Pholas Dactylus, Era D’Acquario, Living Music, Tito Schipa jr, Battiato Pollution e altri. Memorabile la jam-session guidata da Elio D’Anna al sax e dalla violinista Tony Marcus che vedeva impegnato anche Franco Battiato, Danilo Rustici, componenti dei De De Lind, Quella Vecchia Locanda e Atomic Rooster, prestigiosi ospiti stranieri. Nel 2001 Lino Vairetti ha organizzato al Teatro Mediterraneo di Napoli la presentazione del cd Taka Boom invitando alcuni componenti storici del prog italiano, realizzando una simpatica “rimpatriata” senza nostalgia.

 


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