Credits
>>
Una guida alla guida >>
a cura dei curatori
One Love... >>
a cura di A.Gallo
Volevamo cambiare il mondo >>
a cura di G.Leone
50 album per scoprire
il Rock Progressivo italiano
degli anni '70 >>
Le Woodstock d'Italia >>
a cura di P.Ansali
Ciao Umberto... ciao... >>
a cura di L.Vairetti
Bibliografia >>
a cura di R.Storti
Sitografia >>
a cura di D.Zoppo
Quotazioni vinili >>
a cura di P.Noro
Breve biografia dei curatori >>
Contatti >>
|
REALE
ACCADEMIA DI MUSICA
Reale Accademia Di Musica
(Ricordi 1972)
1. Favola 2. Il
mattino 3. Ognuno sa
4. Padre 5. Lavoro in città 6.
Vertigine |
|
Il 1972 è stata forse la migliore annata del pop-progressive
italiano, il periodo in cui videro la luce opere immortali dal calibro
di Storia di un minuto, YS, Passio Secondo Mattheum,
BMS e Darwin. Tra questi vinili non sfigura di certo
il debut-album della Reale Accademia di Musica, segnalato per la sua
alta quotazione dal bimestrale Musikbox in un recente special sul
pop dei '70s. Il quintetto romano nacque dalla ceneri dei leggendari
Fholks, autori del raro singolo Mi scorri nelle vene, piacevole
cover di Soldier in our town degli Iron Butterfly (la canzone
è presente per la prima volta in cd nella compilation Pop Villa
Pamphili). Talent scout e produtture dei Fholks era uno dei più
celebri musicisti del periodo, Maurizio Vandelli.
Il leader dell’Equipe 84, dopo la fortunata stagione beat,
si era avvicinato al rock sinfonico nel 1970 con l’acclamato
Id e poi aveva dato vita alla Nuova Equipe 84
con Franz Di Cioccio alla batteria. Vandelli è
anche il produttore della RAM. Secondo alcune voci intervenne pesantemente
sulle scelte artistiche della band. Non a caso il valido chitarrista
Pericle Sponzilli, autore delle musiche, lasciò
la formazione appena terminate le registrazioni. Al suo posto venne
preso per un breve periodo Nicola Agrimi che risulta
essere nei credits il vero chitarrista, pur non avendo registrato
nulla. Oltre ad un buon affiatamento, il vero talento delle Reale
Accademia di Musica era indubbiamente Federico Troiani,
tastierista diplomato in Conservatorio, dotato di un tocco notevole
sui tasti d’avorio. Il suo piano è il grande protagonista
del disco.
L’LP si apre con il passaggio acustico di Favola
che lascia spazio alla splendida Il mattino dove il pianoforte è
prima protagonista di una fase solista centrale per lanciarsi poi
in una gagliarda improvvisazione con la chitarra. Anche l’accattivante
Ognuno sa vede salire sugli scudi il fluido pianismo di
Troiani con diverse variazioni che vanno dal rock’ n’roll
alla classica. Diverso discorso con la poderosa apertura di Padre
dove si mette in luce la sei corde di Sponzilli, dimostrandosi un
chitarrista di buon talento, e la voce cristallina del cantante
d’origine spagnolo-polacca Henryk Topel Cabanes
in arte Nene. Lavoro in città riflette
lo stress di chi lavora quotidianamente nelle caotiche metropoli
attraverso sonorità angoscianti con valide aperture dal sapore
jazzato. Grande chiusura sulle note di Vertigine, il brano
dall’arrangiamento più vicino all’hard-rock con
l’hammond in netta evidenza insieme ai riff chitarristici.
Per la RAM i riscontri della critica furono subito buoni. Nell’ottobre
del 1972 conquistarono la prestigiosa copertina di Ciao 2001, un
onore riservato alle formazioni più note come Le Orme e Osanna.
All’interno c’è un simpatico servizio fotografico
dove il barbuto Troiani appare accanto all’altrettanto barbuto
Nicola Agrimi, il batterista Roberto Senzasono ha un violino in
mano (senza motivo) e gli altri due guardano con fare divertito
un maialino dall’aria ben poco allegra. Il gruppo purtroppo
scomparve improvvisamente nel nulla. Ritornò nel 1974 registrando
un nuovo lavoro con il cantautore Adriano Monteduro.
Della formazione originale restavano solo Troiani, Senzasono e Cabanes
in ruoli marginali di turnisti e con poco spazio per mettersi in
mostra. La sigla RAM cadde nell’oblio e venne riscoperta in
tempi recenti grazie al mercato collezionistico, soprattutto nipponico.
In questi anni Federico Troiani è stato l’unico ad
aver continuato in modo assiduo a calcare le scene sino alla sua
morte improvvisa nell’estate del 2000. Con affetto dedichiamo
questa recensione alla memoria di uno dei migliori tastieristi del
progressive italiano.
Percorsi d’ascolto
EQUIPE 84 - ID
SAMADHI - Omonimo
(P.A.)
|
|