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RACCOMANDATA
RICEVUTA
DI RITORNO
Per…un mondo di cristallo
(Fonit Cetra 1972)
1. Nulla 2.
Su una rupe 3. Il mondo cade
(su di me) 4. Nel mio quartiere 5.
L'ombra
6. Un palco di marionette 7. Sogni di
cristallo |
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Tra le tante band che affollarono la scena pop italica dei
primi ’70, un posto rilevante spetta senz’altro ai romani
Raccomandata Ricevuta di Ritorno, la cui proposta musicale, imperniata
su stilemi di ricerca allora in voga, si distingue per la singolare
impostazione vocale del cantante Luciano Regoli,
per gli intrecci sonori di Nanni Civitenga, per le
tastiere d’ispirazione classico - jazzistica e per la precisa
e fantasiosa sezione ritmica. Il risultato, senz’altro di ottimo
livello, è accostabilissimo ai capolavori che hanno fatto la
fortuna del Balletto di Bronzo, Banco del
Mutuo Soccorso e di altri gruppi minori del periodo. I RRR
sono il prodotto di anime artistiche diverse provenienti da varie
e promettenti realtà post-beat, come Il Ritratto di Dorian
Gray, Bubble Gum, Panna Fredda, Quelle Strane Cose Che. Alla fine
del 1972 esce l’unico, purtroppo, album del sestetto capitolino
Per… un mondo di cristallo dove è possibile
trovare concentrate al proprio interno tutte le aspirazioni e prerogative
del nascente pop progressivo tricolore. Il disco si avvale della
produzione di Pino Tuccimei, instancabile figura
di promoter e organizzatore di prestigiose manifestazioni come i
festival di Caracalla e Villa Pamphili. Per…un mondo di
cristallo segue uno sviluppo concept e racconta in modo suggestivo
la storia di un astronauta che al ritorno sulla terra trova paesaggi
senza vita e desolazione. Nulla apre di fatto l’album
sulle oscure note di un organo liturgico che richiama fortemente
certe atmosfere bachiane. Ma si tratta solo di un angoscioso e breve
preludio a Su una rupe, brano estremamente complesso in
cui sono presenti continui cambi di tempo e di timbro sonoro con
riferimenti che si accostano di volta in volta al jazz, al folk
ed ovviamente alla musica classica, vera forza propulsiva dell’ispirazione
di Civitenga e Piermarioli. Non mancano nemmeno i riferimenti vicini
a certe sperimentazioni dei Soft Machine ed evoluzioni
melodiche sul modello dei Jethro Tull. Le copiose
variazioni stilistiche all’interno dei difficili brani sottolineano
sorprendentemente la rappresentazione dell’animo umano davanti
ala tragedia della distruzione ed alla perdita della speranza. Ma
l’episodio più ambizioso dell’intera raccolta
è senz’altro Un palco di marionette, ricco
di incalzanti ed a tratti rilassanti tessuti di suono che si sviluppano
in ordine crescente sulle frasi spezzate del flauto … quasi
un delirio. La conclusiva Sogni di cristallo è giocosa
ed affascinante: la bella voce di Regoli è qui proiettata
verso acuti carichi d’effetto. L’intervento finale dell’orchestra
conduce ad un finale sommesso e d’abbondante pessimismo. Il
ritorno al nulla è dunque compiuto, in modo caustico e senza
possibilità di cambiamento, per un concetto che sarà
probabilmente caro a Tony Pagliuca delle Orme
quando scriverà, nel 1973, i testi di Felona e Sorona.
Un plauso particolare va all’autrice dei testi, la poetessa
Marina Comin, la quale firmerà nel 1974
anche i testi di Fiaba, altro memorabile album dei torinesi
Procession, i quali accoglieranno tra le loro fila
proprio F. Francica alla conclusione dell’esperienza con i
RRR. Gli ambiziosi sogni di gloria di quest’ottima ensemble
si fermano purtroppo a questo inaspettato capolinea. Oltre al già
citato Francica, altri componenti intraprendono strade diverse.
In ambito artistico, Luciano Regoli e Nanni Civitenga formeranno
i Samadhi, autori di un ottimo microsolco datato
1974. Inoltre Civitenga collaborerà con Ennio Morricone
per alcune colonne sonore e diventerà membro stabile dell’orchestra
RAI di musica leggera.
Percorsi d’ascolto
BMS - Darwin
LE ORME - Felona e Sorona
SAMADHI - Omonimo
(P.S.) |
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