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LATTE E MIELE
Aquile e scoiattoli
(Magma 1976)

1. Aquile e scoiattoli 2. Vacche sacre
3. Menestrello 4. Opera 21 5. Pavana


Nel 1976, dopo una discreta pausa, ritornano i Latte e Miele. La loro carriera li aveva visti esordire nel 1972 con la Passio Secundum Mattheum seguita, un anno più tardi, da un altro concept album, Papillon. Con Aquile e scoiattoli assistiamo ad una vera e propria inversione di tendenza, visto che della “vecchia guardia” è rimasto solo il batterista Alfio Vitanza, mentre il sound stesso appare più aggiornato, grazie all’inserimento di alcuni ospiti provenienti dal Picchio dal Pozzo (il tastierista Aldo De Scalzi e il fiatista Giorgio Karaghiosoff), New Trolls (Vittorio De Scalzi) e Celeste (Lagorio). L’album, registrato allo Studio G di Genova e prodotto dalla Magma/Grog di De Scalzi, evidenzia una buona qualità di registrazione, in linea con quelle del periodo. Le tastiere di Luciano Poltini e Mimmo Damiani sono predominanti e, benché la vocazione E.L.&P. del gruppo sia evidente, non si scade nella pedissequa scopiazzatura o nella banalità, come era accaduto nel precedente Papillon. La cura dei testi è affidata al neo bassista/chitarrista Massimo Gori.

I primi tre brani del disco sono orecchiabili e ben costruiti, rivelando una capacità di orchestrazione/arrangiamento all’altezza della produzione contemporanea. In più c’è una cura delle parti vocali che innalza in maniera decisiva il risultato finale. La title track offre elementi interessanti soprattutto per i cambi dinamici e per il notevole lavoro dei cori, in un clima tastieristico che ricorda il Banco (una curiosità: alla fine si può ascoltare: “..la tua vita è un schifezza... si’ na fetenzia...”!). La linearità dell’organo in Le vacche sacre (il falso menestrello) è l’apertura ideale per un brano ben strutturato sulla polifonia dei flauti e supportato da una ritmica convincente; la semplicità di Menestrello, invece, produce un’atmosfera particolare: pinkfloydiano il solo di chitarra (2’11”). Insomma, se il disco si fermasse qui non potremmo certo pensare di essere di fronte ad un album prog, al di là di qualche sporadico prestito “alla moda”. Qualcosa si muove in Opera 21, simpatico arrangiamento dalla Prima sinfonia di Beethoven, che mette in luce le caratteristiche “tutta tastiera” tipica di molti gruppi dell’epoca, per quanto la base ritmica sia davvero solida e non soffra di protagonismo. Raramente ho ascoltato un arrangiamento così brillante e brioso. Il blocco centrale (vedi al minuto 1’53”) si avvicina notevolmente al linguaggio delle Orme post Felona e Sorona. La seconda parte del vinile è occupata interamente da Pavana. 23 minuti che si aprono all’insegna di sonorità sperimentali: un allegro fischiettio decolla ben presto nel primo tema (2’55”). La composizione cambia volto e prosegue con diversi episodi individuali (clavinet, pianoforte e synt) fino al magistrale solo di hammond (5’52”), dalla notevole portata melodica e che per il gusto raffinato puoi ascoltare più volte senza stancarti, nonostante sia basato su due accordi. Un ponte ci conduce ad un passaggio di flauto (7’43”) e, ancora, a continue variazioni che rieccheggiano il tema principale. Si passa così al lento incedere della chitarra classica su una base di String Ensemble (12’23”), poi di nuovo synth per sfociare in una ispirata parte di sax che si impone senza spallate sul continuum del tema (14’53”). Anche la chitarra dà il suo contributo elettrico con un intervento lirico memore di certi passaggi melodici delle Orme (15’39”). Il brano si snoda in un nuovo ostinato in 5/4 (17’51”) con un assolo di synth, preludio al tema principale, quindi all’epilogo della suite. La chiusura riprende l’atmosfera iniziale, in una circolarità per nulla ripetitiva. Da notare che il tema del brano è stata la sigla della trasmissione RAI A come Agricoltura.

In definitiva, Aquile e Scoiattoli è una chicca da non perdere: si tratta di un lavoro altamente professionale e più organico rispetto alla Passio e a Papillon; uno dei vertici della produzione progressive cresciuta in seno alla scuola ligure.

Percorsi d’ascolto
PINK FLOYD - Animals
IL VOLO - Omonimo
CELESTE - Principe di un giorno
NEW TROLLS - Concerto grosso numero 2
LE ORME - Contrappunti

(P.T.)


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