Nel 1976, dopo una discreta pausa, ritornano i Latte e Miele.
La loro carriera li aveva visti esordire nel 1972 con la Passio
Secundum Mattheum seguita, un anno più tardi, da un altro
concept album, Papillon. Con Aquile e scoiattoli
assistiamo ad una vera e propria inversione di tendenza, visto che
della “vecchia guardia” è rimasto solo il batterista
Alfio Vitanza, mentre il sound stesso appare più
aggiornato, grazie all’inserimento di alcuni ospiti provenienti
dal Picchio dal Pozzo (il tastierista Aldo De Scalzi
e il fiatista Giorgio Karaghiosoff), New Trolls (Vittorio
De Scalzi) e Celeste (Lagorio). L’album,
registrato allo Studio G di Genova e prodotto dalla Magma/Grog di
De Scalzi, evidenzia una buona qualità di registrazione, in
linea con quelle del periodo. Le tastiere di Luciano Poltini
e Mimmo Damiani sono predominanti e, benché
la vocazione E.L.&P. del gruppo sia evidente,
non si scade nella pedissequa scopiazzatura o nella banalità,
come era accaduto nel precedente Papillon. La cura dei testi
è affidata al neo bassista/chitarrista Massimo Gori.
I primi tre brani del disco sono orecchiabili e ben costruiti,
rivelando una capacità di orchestrazione/arrangiamento all’altezza
della produzione contemporanea. In più c’è una
cura delle parti vocali che innalza in maniera decisiva il risultato
finale. La title track offre elementi interessanti soprattutto per
i cambi dinamici e per il notevole lavoro dei cori, in un clima
tastieristico che ricorda il Banco (una curiosità:
alla fine si può ascoltare: “..la tua vita è
un schifezza... si’ na fetenzia...”!). La linearità
dell’organo in Le vacche sacre (il falso menestrello)
è l’apertura ideale per un brano ben strutturato sulla
polifonia dei flauti e supportato da una ritmica convincente; la
semplicità di Menestrello, invece, produce un’atmosfera
particolare: pinkfloydiano il solo di chitarra (2’11”).
Insomma, se il disco si fermasse qui non potremmo certo pensare
di essere di fronte ad un album prog, al di là di qualche
sporadico prestito “alla moda”. Qualcosa si muove in
Opera 21, simpatico arrangiamento dalla Prima sinfonia
di Beethoven, che mette in luce le caratteristiche
“tutta tastiera” tipica di molti gruppi dell’epoca,
per quanto la base ritmica sia davvero solida e non soffra di protagonismo.
Raramente ho ascoltato un arrangiamento così brillante e
brioso. Il blocco centrale (vedi al minuto 1’53”) si
avvicina notevolmente al linguaggio delle Orme
post Felona e Sorona. La seconda parte del vinile è
occupata interamente da Pavana. 23 minuti che si aprono
all’insegna di sonorità sperimentali: un allegro fischiettio
decolla ben presto nel primo tema (2’55”). La composizione
cambia volto e prosegue con diversi episodi individuali (clavinet,
pianoforte e synt) fino al magistrale solo di hammond (5’52”),
dalla notevole portata melodica e che per il gusto raffinato puoi
ascoltare più volte senza stancarti, nonostante sia basato
su due accordi. Un ponte ci conduce ad un passaggio di flauto (7’43”)
e, ancora, a continue variazioni che rieccheggiano il tema principale.
Si passa così al lento incedere della chitarra classica su
una base di String Ensemble (12’23”), poi di nuovo synth
per sfociare in una ispirata parte di sax che si impone senza spallate
sul continuum del tema (14’53”). Anche la chitarra dà
il suo contributo elettrico con un intervento lirico memore di certi
passaggi melodici delle Orme (15’39”).
Il brano si snoda in un nuovo ostinato in 5/4 (17’51”)
con un assolo di synth, preludio al tema principale, quindi all’epilogo
della suite. La chiusura riprende l’atmosfera iniziale, in
una circolarità per nulla ripetitiva. Da notare che il tema
del brano è stata la sigla della trasmissione RAI A come
Agricoltura.
In definitiva, Aquile e Scoiattoli è una chicca
da non perdere: si tratta di un lavoro altamente professionale e
più organico rispetto alla Passio e a Papillon;
uno dei vertici della produzione progressive cresciuta in seno alla
scuola ligure.
Percorsi d’ascolto
PINK FLOYD - Animals
IL VOLO - Omonimo
CELESTE - Principe di un giorno
NEW TROLLS - Concerto grosso numero 2
LE ORME - Contrappunti
(P.T.)
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