![]() |
|
a cura di CSPI, MovimentiProg e Wonderous Stories |
|
Credits >> Una guida alla guida >> One Love... >> Volevamo cambiare il mondo >> 50 album per scoprire Le Woodstock d'Italia >> Ciao Umberto... ciao... >> Bibliografia >> Sitografia >> Quotazioni vinili >> Breve biografia dei curatori >> Contatti >> |
Prima di partire: una guida alla guida… Non è stato facile, ma abbiamo voluto provare. Questa guida nasce, prevalentemente, dallo sforzo di tre entità (Centro Studi per il Progressive Italiano, il portale telematico Movimenti Prog e la fanzine Wonderous Stories), con lo scopo preciso di indicare quali sarebbero – secondo il nostro opinabile giudizio – i cinquanta dischi di progressive italiano da cui partire per capire quella magnifica stagione musicale degli anni Settanta. A cosa serve un libro che indichi i cinquanta migliori lavori del rock progressivo italiano? Molto semplicemente a fornire uno strumento di consultazione, destinato in particolare ai più giovani e a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta al genere. Abbiamo pensato in prima battuta a costoro, e abbiamo cercato di offrire una guida agevole e facilmente consultabile. Per gli appassionati e gli esperti in materia, tuttavia, questo testo non dovrebbe risultare una “minestra riscaldata”: grazie alla ricerca sulle fonti e alle testimonianze dirette dei protagonisti, abbiamo infatti cercato di inserire dettagli di gran pregio e di indubbio valore storico (vedi, tanto per citarne alcuni, quelli su Battiato, Città Frontale e Cervello). All’interno delle schede abbiamo cercato di riprodurre tutti i credits che ci è stato possibile raccogliere in questi mesi di ricerche (un ringraziamento particolare al collezionista genovese Pietro Dacci per essersi reso pazientemente disponibile a fronte dei nostri interrogativi, quando ormai si brancolava nel buio…). Ma non solo: la recensione di ogni disco vorrebbe essere un’analisi più o meno attenta dei dettagli rilevabili all’ascolto dei solchi; per tale motivo, abbiamo prediletto la segnalazione, con tanto di minutaggio per traccia, di quel suono o passaggio particolare che non deve sfuggire all’appassionato più esigente. Inoltre abbiamo anche tentato una ricostruzione “storica” di ogni disco, servendoci delle fonti sia dirette (la testimonianza dei protagonisti), sia indirette (le cronache dell’epoca), proprio per offrire un panorama più completo possibile. Questo anche per evitare un’analisi esclusivamente musicale, evidenziando il contesto dell’opera nel suo periodo di gestazione e pubblicazione e, esigenza di non poco conto, per “elevare” il livello del libro dal mero carattere classificatorio. A conclusione di ogni disamina ci siamo permessi di indicare qualche “percorso di ascolto”: l’itinerario consigliato si basa su (presunte?) affinità non solo “sonore” ma anche “atmosferiche” e, talvolta, volutamente “metastoriche”; così potrà capitare che l’ascolto di un disco dei Napoli Centrale vi possa traghettare (se non dirottare) a ritroso verso Bitches Brew di Miles Davis o, inaspettatamente, in direzione del sound degli Almamegretta. Cammini accidentati, non sempre progressive (questo forse è il bello…), discutibili, sovvertibili, contestabili ma non per questo cestinabili a priori: in fondo la musica è una, ma le curiosità che innesca possono essere tante. A completare il quadro, in appendice, i riferimenti bibliografici, una mappa di navigazione attraverso i siti Internet più stimolanti e le quotazioni dei vinili dell’epoca (nel caso qualcuno scoprisse di avere delle copie in soffitta...). Ci piace segnalare anche la presenza di alcuni contributi di grande interesse: un’introduzione ad opera di Armando Gallo (catturato negli USA…) ed un’altra dell’impareggiabile Gianni Leone (Balletto Di Bronzo). Il nostro Paolo Ansali ha firmato anche una breve analisi sui Pop Festival degli anni ’70, momento essenziale per la comprensione di quel periodo. In conclusione un commosso ricordo, firmato dall’amico Lino Vairetti (Osanna), del compianto Umberto Telesco, il fotografo/grafico recentemente scomparso che, grazie alle sue indimenticabili copertine, ha acceso le fantasie più fervide degli ascoltatori. Un ultimo elemento di evidente importanza è l’ampio numero degli autori: ben tredici, iscritti e simpatizzanti del CSPI ma provenienti da diverse esperienze editoriali o telematiche, dislocati in lungo e in largo per la penisola. È la prima volta, nell’ancor giovane bibliografia progressive, che si effettua un tentativo del genere. Non è stato facile, dicevamo, perché siamo partiti da una lista di 25 dischi fondamentali e, alla fine, giunti a 50, qualcosa - a malincuore – è rimasto fuori. Questa guida è solo l’inizio di un discorso pubblicistico che vuole avere un seguito, pertanto ben vengano eventuali lodi e critiche, affinché le prime non ci adàgino e le seconde non ci smorzino, ma siano anzi stimolo per aggiustare il tiro, in vista di una “ricreazione” storica del progressive italiano, al di fuori della nostalgia e della parzialità. Ognuno ha i suoi gusti ma i fatti restano e si leggono.
|
Realizzazione grafica di Paolo Carnelli 09/03 - Tutto il materiale ove non altrimenti specificato è di proprietà del CSPI |
|