Il leit motiv degli anni ’70 italiani fu la ricerca. Ricordiamo
le innovazioni in ambito “popolare” di NCCP,
Canzoniere Del Lazio, Musicanova
e Carnascialia; il microcosmo della Cramps;
la ricerca di Battiato nella musica contemporanea,
quella di Banco e Opus Avantra nel
“rock”. Questo aspetto ha fatto confluire nel “calderone”
del progressive artisti diversi, lontani tra loro ma legati da un
comune denominatore: abbattere le frontiere, far “progredire”
la tradizione italiana. Per questo diamo spazio a Garybaldi,
Battiato, New Trolls: artisti distanti
per estrazione, capacità e risultati. Per lo stesso motivo
trattiamo anche i milanesi Aktuala.
Nati come trio nell’estate del 1973, gli
Aktuala si sviluppano come comune di soli musicisti, autogestita
e senza impresario: ne fanno parte il polistrumentista, collaboratore
di Qui Giovani e muziekmagier Walter Maioli, la
moglie Laura, il percussionista Lino “Capra”
Vaccina, il “chitarrista psichedelico” Antonio
Cerantola ed il jazzista Daniele Cavallanti
(già con il Gruppo Contemporaneo). Sono musicisti di grande
sensibilità e capacità; se ne accorge Battiato,
che recluta Cavallanti per le Corde Di Aries. “Eravamo
buoni amici - precisa il fiatista - e fummo proprio noi a fargli
conoscere musiche e “filosofie” su cui poi ha costruito
buona parte della sua carriera”. Con Battiato c’è
anche altro in comune: dopo i capricciosi patchworks degli esordi,
il suo Viaggio all’Origine del Suono è parallelo
alla ricerca di Maioli.
Quella degli Aktuala è una parziale colonna sonora degli
anni Settanta. Quegli anni non furono solo di piombo, di contestazione
violenta e di molotov: i giovani freaks erano imbevuti di ideali
hippy, del misticismo degli ultimi Beatles, dei
raga di Shankar e dei primi vagiti di quella che
anni dopo sarà chiamata new age. Gli Aktuala lenivano gli
animi dopo i cortei e le sassaiole; la loro musica si materializzava
negli happenings pacifici, nelle strade e nei teatri, dove offrivano
tè e mele gratis a tutti ed invitavano il pubblico ad appropriarsi
degli strumenti. Aktuala è un tuffo nel passato ancestrale
dell’uomo: basta pensare a titoli come When The Light
Began, Mammooth R. C., Altamira (in Spagna,
dove furono ritrovati graffiti preistorici). In questo viaggio il
sound si fa libero, animato da uno spirito di fusione e di trance
“sciamanica”. La band si nutre del vento che anni prima
soffiava dai campus americani; dei mantra che Allen Ginsberg
intonava con i Fugs; degli esperimenti di Third
Ear Band e East Of Eden. Tutto avviene
sotto l’attenta egida di Pino Massara (capo
della Bla Bla) e Battiato, che seguono strumentisti preparati e
bene attenti alla ricerca etno-musicale. “È
stato il primo disco della mia vita. - ricorda Cavallanti - Ero
militare a Pisa, chiesi e ottenni una licenza settimanale per Milano!”.
Aktuala brilla per la purezza, il disinvolto
uso di insoliti strumenti esotici, le contaminazioni jazzistiche
e i “codici di improvvisazione incrociati”, in particolare
nelle suggestioni pan-etniche e africaniste di Coltrane
che innervano il tessuto dell’eterea Dejanira (dove
spunta anche un’armonica blues) o nel “muslim jazz”
di Yusef Lateef. In questo è esemplare Mammooth
R. C.: dopo un inizio oscuro e minaccioso, la band esplode
in un “cavernicolo” free jazz colemaniano. Precisa infatti
Cavallanti: “Avevamo forti influenze
jazz e blues, anzi per me gli Aktuala furono una parentesi perché
operavo e opero ancora nel jazz. Iniziai da giovanissimo con il
sax alto, poi passai al tenore e al soprano: Coleman, Shepp, Coltrane
e gli Art Ensemble Of Chicago erano riferimenti imprescindibili”.
Comunque la musica “era composta prevalentemente
in modo orale. Ricordo che facevamo lunghissime prove ed inserivamo
anche improvvisazioni”. Cavallanti ricorda: “La
critica ci definì, perlomeno per l’intento, come il
primo gruppo di world music”. Se per “world music”
si intende l’incontro tra le culture di tutto il mondo e le
differenti espressioni etniche, questa definizione può valere
per un brano ricco di influssi orientali ed echi popolareschi come
Alef’s Dance o per l’inquieta Sarah 'ngwena.
A noi invece piace concludere richiamando la definizione “autentica”
offerta nel ’73 dal gruppo, quella di blues mediterraneo:
una musica popolare, bagnata da quel mare che tocca e accomuna Africa,
Medio Oriente e paesi latini.
Percorsi d’ascolto
THIRD EAR BAND - Alchemy
N.A.D.M.A.: Uno zingaro di Atlante con un fiore a New York
(D.Z.)
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