DAVE MATTHEWS BAND
Domenica 5 Luglio 2009, Piazza Napoleone, Lucca
"Il ritorno della tempesta elettro-acustica"
a cura di Stefano Fasti

Non poteva manifestarsi in un concerto più poderoso il desiderio di Dave Matthews di convincere e di “fare suo” il pubblico italiano (sarebbe più opportuno dire europeo), demarcando un punto di non ritorno nella sua storia musicale finora rimasta fedele soltanto al territorio statunitense: una storia americana che dunque diventa europea e certamente anche italiana, a giudicare dai 7.000 biglietti staccati all’ingresso della suggestiva Piazza Napoleone di Lucca. Tutto ciò all’indomani della pubblicazione di Big Whiskey & The GrooGrux King un album che si denota come il più incisivo tra quelli realizzati dalla band di Charlottesville nell’intero primo decennio degli anni 2000. Certamente il più ispirato, il più motivato avendo come fuoco compositivo il dolore per la scomparsa di LeeRoi Moore (avvenuta il 19 Agosto 2008 a seguito delle conseguenze di un incidente stradale), sassofonista e membro fondatore della formazione, a cui gli altri componenti del gruppo avevano da sempre dato il nomignolo di GrooGrux King. Big Whiskey... si propone come degno prosecutore di un discorso che è parso interrotto dopo Before These Crowded Streets, il capolavoro datato 1998 e del quale spesso abbiamo tessuto le lodi in WS. La DMB per questa tournée ha allineato, oltre allo storico quartetto dei “rimasti” (Dave Matthews alle chitarre e alla voce, Boyd Tinsley al violino, Stefan Lessard al basso, Carter Beauford alla batteria), anche Tim Reynolds alla chitarra elettrica e solista, Rashawn Ross ai cori e alla tromba e Jeff Coffin ai sassofoni. Una line-up solidissima in grado di funzionare come un meccanismo ad orologeria nella riproduzione dei suoni gustati in studio, ma anche in grado di eccellere nei tanti momenti di improvvisazione: indimenticabili i duetti tromba/sassofono, ma anche gli assoli infuocati del solo Coffin e le strabordanti prove ginniche dell’incredibile Carter Beauford (uno dei più grandi drummer viventi), tutte accolte da vere ovazioni da parte della piazza. La DMB si è guadagnata sin dall’inizio della sua storia l’appellativo, mai tradito, di jam-band e ancora oggi sa strabiliare, certamente grazie a tour infiniti che, sera dopo sera, propongono setlist molto differenziate e ricche di escursioni improvvisative irripetibili.

Impossibile desiderare che in una sola data si accavallino tutti i “propri” brani preferiti, tuttavia diciamo che da Piazza Napoleone siamo usciti con la concreta certezza di aver assistito ad un evento unico durato quasi tre ore e mezza, in cui l’ultimo album ha avuto, per ovvie ragioni, ampio spazio (ben otto brani, alcuni dei quali sembrano già aver raggiunto lo status di classici per gli anni a venire), ma anche monumentali performance di brani come Don’t drink the water (in apertura), #41 (uno dei vertici della DMB, specialmente in questa lunga interpretazione di oltre un quarto d’ora, con assoli entusiasmanti, pregnanti, tutti significativi), The dreaming tree (eseguita per la prima volta in questo tour: ma qui potrei andare sul personale essendo tra uno dei miei tre brani preferiti del loro songbook), una interminabile Two step e la travolgente Rapunzel in chiusura. E’ stato sorprendente per il sottoscritto “ritrovare” pezzi non del tutto convincenti del recente passato come You might die trying (dal penultimo deludente disco in studio Stand Up del 2005), So damn lucky (oltre alla più suggestiva Gravedigger dal lavoro solista di Dave Matthews, Some Devil), nonché l’inedita Corn Bread (inedita almeno fino alla recente versione in studio inserita come bonus track per versione europea di “Big Whiskey...”), siano diventate nel corso degli ultimi anni delle live-song di altissimo livello, attraverso riarrangiamenti e rimaneggiamenti, fino al punto da non avere più nulla da invidiare al repertorio “classico”. Del nuovo album sono chiaramente emerse le potenzialità ritmiche e melodiche di Shake me like a monkey, del funambolico singolo Funny the way it is, delle sofferte Lying in the hands of God e Dive in (queste ultime due le mie preferite insieme a Squirm e a Timebomb, purtroppo non eseguite in quel di Lucca). La magica tempesta elettroacustica del suono della Dave Matthews Band si è rivelata in tutta la sua essenza e spero che da lassù, o da qualche angolo remoto eppur vicinissimo dell’universo, LeRoi Moore non si offenda se scrivo che una potenza “fiatistica” come quella di Lucca non l’avevo mai sentita in modo altrettanto netto in nessuno dei tanti live ufficiali. Da lodare la “coreografia” offerta dall’ormai ufficiale fan-club italiano, Con-Fusion, oltre ad aver dato anima e voce all’entusiasmo presente in piazza il 5 Luglio, anche per aver ideato la maschera con il faccione di “GrooGrux King” così come rappresentato sulla copertina dell’album e che tanto ha colpito i membri della band (lo stesso Matthews ne ha voluta una a fine concerto).

Dave Matthews da solo (o meglio in combutta con il fido Tim reynolds) era già stato protagonista di un concerto acustico a Milano nel 2007 (una sorta di aperitivo-preludio a questo ritorno nel Vecchio Continente da parte di tutta la “band”), mentre con i suoi companeros era già passato in Europa nel lontano Luglio 1998 (a Correggio il 10/07); una venuta che però all’epoca non era stata particolarmente significativa nello sdoganamento definitivo del sound così particolare forse ritenuto troppo “crossover” fra folk/rock/pop/prog/funk/soul e dunque poco classificabile, chissà. Oggi invece i tempi sembrano davvero maturi per una standing ovation collettiva per questi artisti davvero fuori dal comune e dai tempi. Non so perché, ma credo sia lecito aspettarsi un live ufficiale tratto da questo elettrizzante show. La musica della DMB afferisce ancora (ancora?) ad un concetto, ad una idea di esecuzione sofferta, fatta di vene del collo ingrossate e di magliette e di fronti completamente grondanti di sudore, di energie fisiche ripagate e ricaricate dal feedback dei fan a loro volta grondanti di sudore e di entusiasmo. Ed è proprio bello ritrovarsi, risvegliarsi dentro questa idea.


DMB a Lucca (Foto Stefano Fasti)

Setlist
Don’t Drink the Water / Shake Me Like a Monkey /You Might Die Trying / Seven / Funny The Way It Is / So Damn Lucky / Everyday / Crash (Into Me) / #41 / Spaceman / Corn Bread / Lying In the Hands of God / ?Jimi Thing / Why I Am / The Dreaming Tree / Alligator Pie
Encores 1
Gravedigger / Dive In / Two Step
Encores 2 Rye Whiskey (traditional) / Pantala Naga Pampa / Rapunzel

Per qualsiasi info: www.davematthewsband.it